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venerdì 1 febbraio 2013

Pallas

PALLAS - The Sentinel
EMI
Genere: New Prog
Supporto: LP - 1984


Prendere in mano un vecchio vinile dallo scaffale , un disco che già la copertina di Patrick Woodroffe fa capire che si tratta di Progressive Rock e rimanere sorpresi della grandezza sonora e compositiva...fa ancora oggi un certo effetto. Ma io questo disco l'ho consumato già nel 1984, il suono è praticamente distrutto, comunque resta intatta l'enfasi emotiva.
Si 1984, un anno che fa parte della rinascita del Prog, quando le case major ritentano di investire nel movimento e nelle band sconosciute in ambito, ad esempio l'EMI scommette su Marillion, Pendragon e questi scozzesi dal nome alquanto singolare per noi italiani: Pallas. Comunque sapete bene che anche IQ, 12th Night, Castarnac, Haze e molte altre hanno contribuito alla rinascita di questo genere amato-odiato.
La copertina dicevo, è una di quelle che non passano di certo inosservate, un vero tributo agli Yes, in pieno stile Roger Dean, ma non nella musica. Tastiere ovunque, questo è inevitabile e sta nella pelle del Prog, cambi di tempo si, tuttavia il cantato distingue il genere, recitato e colmo di enfasi. Eppure anche se tutto questo è scontato, vi assicuro che negli anni '80 non si aspettava altro. Il Prog fans, orfano di sonorità complesse, non si rassegna al suono commerciale dei loro idoli Genesis, Yes e compagnia bella, repellano l'Abacab" di turno e sentono l'esigenza di riascoltare lunghi brani articolati. Anche i Pallas rientrano nel filone di coloro che tornano a nutrire la mente di questi affamati ascoltatori, capaci anche di fare migliaia di chilometri per vedere dal vivo i propri idoli e magari ritrovarsi in solo cinquanta anime sotto il palco. Ecco dunque che la musica è sogno e realtà, la vivi, la tocchi con mano grazie anche al vinile, sempre spolverato in maniera maniacale.
Qui si cercano i particolari, le virgole, si guardano i colori e si scrutano i disegni nei minimi particolari mentre il suono avvolge la stanza e la nostra mente.
"The Sentinel" è un racconto che si apre con la commerciale "Arrive Alive", per il resto brani lunghi e testi alla mano ci inchiodano avanti allo stereo fra suoni epici e movimenti più oscuri. La fantasia vola e i ricordi dopo trenta anni non sono minimamente scalfiti, essi ritornano con violenza assieme al suono sgualcito di questo vinile. Torno anche a sentire gli odori che provavo in quegli anni, odori vivi di merende e di birra in mano che passava fra un sorso e l'altro ad allietare ulteriormente questo ascolto.
Non voglio essere nostalgico e neppure dire che questo è un capolavoro solo perché fa parte della mia gioventù (molti fanno così)....no... non sono ipocrita, però "The Sentinel" da mille giri a molti dischi e band di oggi, forti del loro suono pulito e del supporto ottico moderno.
Vergogna! Farvi fregare da un vecchio vinile impolverato quasi inascoltabile!!! (MS)

4 commenti:

  1. Ed hai ragione da vendere...anche se dopo questo gioiello si sono un pò persi per strada.
    Comunque concordo pienamente in questo caso (ma non solo) vinile batte cd 2-0
    ciao Max

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  2. Ciao Franz! Ti dico questa cosa che capisco non interessi a nessuno, cosi', per curiosita'...Il mio 90% di acquisto discografico, ancora oggi e' il vinile! Sono legato sia all'aspetto collezionistico della musica che a quello fisico. L'lp mi aggrada tutti i sensi, anche il tatto oltre che la vista e l'udito. Nostalgico o feticista sonoro???? Ahahahahah a parte gli scherzi, il vinile e' veramente un altra musica. Dei Pallas amo molto anche "Beat The Drum" e "The Cross & The Crucible".... da non sottovalutare!

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    1. Si anche a me piace più il vinile per motivi visuali data l'ormai avanzante senilità anche se il cd è di un comodo bestiale (pensa a sentire in macchina la ns musica sulle amatissime ma rumorosissime cassette basf). Io di loro dischi a parte ovviamente The sentinel ho anche Arrive alive e Knights moves to the wedge che però non mi fanno impazzire

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