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martedì 12 marzo 2013

Lunatic Asylum

LUNATIC ASYLUM - Lunatic Asylum
Selfproduced
Distribuzione italiana: -
Genere: Prog Metal
Support: CD - 2008



I Lunatic Asylum provengono da Milano e con questo album dal titolo omonimo giungono alla seconda realizzazione, dopo “From Beyound…” del 2003. Si formano grazie a Davide De Paolis (voce), Andrea Rendina e Cristian Brugnara (chitarre), Francesco Elia (basso), Nicola Cozzi (tastiere) e Stefano Cerri alla batteria, tutti provenienti dalla band di Black Metal dal nome Khrysos Anthemon. Ma qui stiamo parlando della fine degli anni ’90, ne è passata d’acqua sotto i ponti, defezioni e vicissitudini avverse varie temperano la band e ce la presentano oggi più forte e coesa che mai. Restano le asce Rendina-Brugnara, mentre Mario Scalia (voce), Gianluca Tissino (basso) e Cristian Marino (batteria) completano odiernamente la line up. Il nome della band rappresenta al meglio il significato della musica proposta, infatti il Lunatic Asylum è stato uno dei primi istituti ospedalieri per malati mentali, sorto a Toronto (Canada) nel 1850.
Musica oscura, introversa, ma assolutamente ben confezionata. La band si sente benissimo che è rodata, anni di esperienza si ripercuotono negli strumenti e sulla composizione dei pezzi. Una musica legata da un sottile filo conduttore, sentimenti in evidenza dunque, per un percorso fosco e doloroso. Cinque i brani per una durata di quasi trenta minuti. Il primo si intitola “Breathless”, un palcoscenico con una variegata sceneggiatura. Le chitarre si esprimono al meglio nei propri spazi, la voce è pulita e bella. Melodica e di matrice Prog è “Lunatic Asylum”, una finestra nel buio, dove squarci di luce sonora irrorano la nostra mente. I ragazzi sanno suonare, presentano bene il prodotto e non deludono in nessun aspetto, “My Walls” è un esempio di maturità. La lezione dei maestri del genere sembra essere stata assorbita e rielaborata. “Red Dragon” prosegue il cammino intrapreso e lancia stilemi vocali di diversa natura, esaltando le buone capacità di Scalia. Chiude “Cloud” (scusate il gioco di parole), un breve brano tastiere e chitarre acustiche.
I Lunatic Asylum si presentano così nel mondo del Metal Prog, con tanta passione e professionalità. Certamente sono una goccia nel mare del genere, ma sono le gocce che fanno la pioggia, per cui complimenti ragazzi, bagnateci pure! MS

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