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mercoledì 13 marzo 2013

Kino

KINO - Picture
Inside Out

Genere : New Prog
Supporto: cd - 2005



Se io vi faccio i seguenti nomi: Pete trewavas, John Beck, Chris Maitland e John Mitchel, voi a cosa pensate? Se amate in maniera maniacale il Progressive mi risponderete subito “…è un nuovo supergruppo”. Se non li avete mai sentiti nominare allora vi dico che Pete è il bassista dei Marillion, Beck è il tastierista degli It Bites, Chris è l’ex batterista dei Porcupine Tree e Mitchell è il chitarrista degli Arena e dei The Urbane.
In passato abbiamo assistito a tanti progetti simili fra cui, il più clamoroso, quello dei Transatlantic e guarda caso fra le sue fila ritroviamo sempre il buon Pete Trewavas, che sia un artista di qualità eccelse? Sicuramente è così, ma questa volta c’è anche lo zampino della casa discografica Inside Out, sempre attenta a questo tipo di operazioni. Il merito di questa realizzazione va soprattutto a Mitchell, il quale si è molto prodigato ed ha lavorato intensamente in modo che tutto ciò si realizzasse al meglio.
“Pictures” non è un semplice disco di Prog Rock, ma un vero quadro emozionale. Kino in tedesco significa “Cinema” (rappresentato in copertina il particolare delle sedie con pop corn versati sul pavimento) e come tale proietta in noi immagini virtuali grazie al suono della band. Niente lunghe suite a differenza di altri supergruppi, solo il primo brano “Losers Day Parade” ha la durata di nove minuti, per il resto solo minutaggio normale.
Si comincia con una chitarra drammatica e si passa al suono pieno nel prosieguo, la sezione ritmica è ovviamente rodata e le tastiere non sono invadenti. I Beatles si affacciano timidamente, tanto per rimanere legati con la grande musica. Cambi di tempo, ma la formula canzone è molto rispettata, in più le influenze dei gruppi madre sono presenti in maniera sbiadita a dimostrazione che i Kino hanno una propria personalità.
“Letting Go” è ampia e Mitchell si dimostra buon interprete canoro. La melodia è leggermente malinconica e maledettamente intrigante, tanto da farci passare tutto l’ascolto ad occhi chiusi. Arpeggi alla Police nell’inizio di “Leave A Light On”, altra canzone che conferma la forte personalità del quartetto, a questo punto devo dire non relegato a semplice progetto rubasoldi. Le doti tecniche dei singoli componenti non sono sprecate in inutili e prolisse fughe strumentali, ma impegnate nella causa del brano con saggezza. “Summing In Women” è un movimento sonoro di rara bellezza, “People” è un buon Rock, mentre la dolce “All You See” sembra più un pezzo dei Marillion periodo Hogharth.
Sinceramente non so voi, ma a me un disco del genere piace scoprirlo da solo, per questo non voglio rovinarvi più le sorprese e termino così la mia analisi. “Pictures” è un disco da avere e spero che la collaborazione non sia terminata qua, Kino, proseguite questo film! MS


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