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martedì 9 aprile 2024

Rick Miller

RICK MILLER – One Of The Many
Progressive Promotion Records
Genere: Progressive Rock
Supporto: cd – 2024




Con l’artista canadese Rick Miller si va sul sicuro. Chi ama il Progressive Rock di stampo classico ed è aperto a variazioni sul tema, in lui trova un rifugio per l’anima.
Da rilevare immediatamente che durante la lunga carriera iniziata discograficamente nel 1984, si è saputo evolvere con i tempi e le mode, pur restando relegato di base a certi stilemi insostituibili provenienti dagli anni ’70. Diciotto album in studio a testimonianza di una fulgida vena compositiva, questo il palmarese che Miller sfoggia orgogliosamente al pubblico, tutti dischi d’interesse medio-alto che testimoniano l’apertura mentale ai tempi che inesorabilmente scorrono per tutti noi.
“One Of The Many” è l’ennesimo tassello che ben si presenta con la solita copertina affascinante ed emblematica del contenuto tematico affrontato, che questa volta affronta l’andamento dei tempi moderni. Una volta tutti noi pensavamo con il nostro cervello, oggi non siamo nulla senza l’IPhone 3, mentre le fake news ci condizionano la mente. Tutti in rete e lobotomizzati, siamo diventati dunque “Uno Dei Tanti”. Il concetto è spalmato su otto brani suddivisi in media e lunga durata.
L’album si apre con “Atrophy”, in questo lungo brano di otto minuti si evince che Miller nel tempo ha capito la valenza dei crescendo strumentali, i quali amplificano il patos emozionale. E’ sicuramente una carta vincente che, abbinata a certi passaggi al limite del psichedelico, rendono il brano più che gradevole.  Le atmosfere si placano ulteriormente in “Time Goes On”, interpretata con la consueta vocalità pacata di Miller, qui si denotano sonorità provenienti dai primi anni ’70, quasi in stile Simon & Garfunkel, ma una slide guitar riporta l’attenzione verso i nostri tempi.
Un ruvido riff elettrico contrastato da voci femminili inizia “The Lost Years”, uno dei pezzi più lunghi dell’album grazie ai suoi otto minuti abbondanti. Qui siamo in territorio Neo Prog, grazie all’utilizzo delle tastiere che infondono tappeti sonori affascinanti ed emblema di questo genere. Posso affermare con certezza che in questo brano c’è concentrata tutta l’esperienza annosa della carriera di Miller.
Giulia Cacciavillani al flauto è la protagonista principale dello strumentale “She Of The Darkness”, lento straziante e pregno di storia, altra perla di questo disco che scorre piacevolmente senza intoppi di sorta. La menzogna che ci inganna su internet quotidianamente è affrontata nella title track “One Of The Many”, facente preludio a quello che ritengo il pezzo più emblematico e non soltanto per i tredici minuti di durata, quanto per l’intensità emotiva, ossia “Perchance To Dream”, pregno di atmosfere variabili addolcite nuovamente dal flauto che bene descrivono la negatività del concept.
Fine o eventuale rinascita? “Wonderlust” si dimostra chiave conclusiva, questa volta supportata dal violoncello di Artem Litovchenko e Mateusz Swoboda. La chitarra elettrica suggella il tutto.
“Another Time” può considerarsi una bonus track che lascia uno spiraglio di positività grazie all’auspicio di un ritorno ai vecchi valori.
“One Of The Many” presenta il buono stato di salute di un genere mai domo nel tempo, così come la vena compositiva infinita di Rick Miller, un importante personaggio artistico che oggi non possiamo più ignorare, ma prendere al riguardo come un eventuale punto di riferimento. La musica non ha confini, così come le idee. Complimenti, lui non di certo uno dei tanti. MS 






Versione Inglese: 

RICK MILLER - One Of The Many
Progressive Promotion Records
Genre: Progressive Rock
Support: cd - 2024


With Canadian artist Rick Miller you are on the safe side. Those who love classic-style Progressive Rock and are open to variations on the theme will find in him a refuge for the soul.
It should be noted immediately that during his long career that began discographically in 1984, he has been able to evolve with the times and fashions, while remaining relegated in basic to certain irreplaceable stylistic cues from the 1970s. Eighteen studio albums testifying to a shining compositional vein, that's the PDA that Miller proudly flaunts to the public, all records of medium to high interest that testify to open-mindedness to the times that inexorably flow for us all.
"One Of The Many" is yet another piece that is well presented with the usual charming cover art that is emblematic of the thematic content addressed, this time dealing with the trend of modern times. Once we all thought with our brains, today we are nothing without the IPhone 3, while fake news conditions our minds. All networked and lobotomized, we have thus become "One Of Many". The concept is spread over eight tracks divided into medium and long.
The album opens with "Atrophy", in this long eight-minute track it is evident that Miller over time has realized the value of instrumental crescendos, which amplify emotional pathos. It is definitely a trump card that, combined with certain passages bordering on the psychedelic, make the track more than enjoyable.  The atmospheres subside further in "Time Goes On", played with Miller's usual calm vocals; here we denote sounds from the early 1970s, almost Simon & Garfunkel-esque, but a slide guitar brings the focus back to our times.
A rough electric riff contrasted by female vocals begins "The Lost Years", one of the longest pieces on the album thanks to its eight minutes in length. Here we are in Neo Prog territory, thanks to the use of keyboards that infuse fascinating sound carpets and emblem of this genre. I can say with certainty that the whole of Miller's year-long career experience is concentrated in this track.
Giulia Cacciavillani on flute is the main protagonist of the instrumental "She Of The Darkness", a harrowing slow track steeped in history, another gem on this disc that flows pleasantly without a hitch whatsoever.
The lie that deceives us on the internet on a daily basis is addressed in the title track "One Of The Many", making a prelude to what I consider to be the most emblematic piece, and not only for its thirteen-minute duration, but for its emotional intensity, namely "Perchance To Dream", imbued with variable atmospheres softened again by the flute that well describe the negativity of the concept.
End or eventual rebirth? "Wonderlust" proves to be the concluding key, this time supported by the cello of Artem Litovchenko and Mateusz Swoboda. The electric guitar seals the deal.
"Another Time" can be considered a bonus track that leaves a glimmer of positivity through the hope of a return to old values.
"One Of The Many" presents the good health of a genre that has never been tamed over time, as well as the endless compositional vein of Rick Miller, an important artistic figure that today we can no longer ignore, but take in this regard as an eventual point of reference. Music has no boundaries, as do ideas. Congratulations, he certainly not one of many. MS  






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