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lunedì 1 aprile 2024

Klang!

KLANG! – Catastrofe Del Vuoto Elettrodebole
Setola Di Maiale
Genere: Avanguardia – Elettronica – Sperimentale
Supporto: Digital / cd – 2024




L’arte ha un confine? Ci sono persone che sostengono di si e altre il contrario, qui il discorso diventa prettamente soggettivo. Dove si sconfina quando la norma non è più rispettata? E’ un limbo sonoro che addetti ai lavori generalmente etichettano con il logo “Avanguardia”, o “Sperimentale”. Quando il fastidio fa capolino o siamo al cospetto di un qualcosa che non capiamo, allora si tende a non definire quel suono “arte”, magari lo si evita dopo alcuni istanti d’ascolto. Male, molto male, perché il suono qualunque esso sia, è comunicazione, la creazione dello stesso da parte di uno o più individui, si fonde in simbiosi con il concetto che si vorrebbe far passare, in definitiva uno stato d’animo o un messaggio da condividere. Porto un esempio molto semplificato, la parola “casa” la possiamo esporre in diverse lingue, quindi in fonetiche differenti, ma sempre casa rimane. Il linguaggio cambia, ma non il significato.
La musica dunque è linguaggio, e bene lo sa il duo che compone il progetto Klang! ossia il chitarrista Andrea Massaria (qui con il soprannome Anton Klang in onore di Anton Webern con Klang che è “suono” in lingua tedesca) e il compositore elettronico Alessandro Seravalle (qui con il soprannome Karlheinz Lärm in onore di Karlheinz Stockhausen con Lärm che è “rumore” in lingua tedesca). Conosco molto bene i numerosi progetti di Seravalle dai tempi dei geniali Garden Wall, che a tal proposito consiglio di rispolverare, e mai ho accostato il suo nome al termine “scontato”, perché dove c’è lui c’è ricerca. Garantito.
In questo nuovo album ciò che mi colpisce immediatamente è la copertina che richiama vistosamente i prodotti della Deutsche  Grammophone, musica impegnata, quindi per me il messaggio è recepito. Jazz d’avanguardia e ricerca timbrica sono due degli ingredienti che vanno a comporre “Catastrofe Del Vuoto Elettrodebole”, formato da sette brani di lunga durata, aggirandosi attorno alla media dei sette minuti l’uno.
Tornando al concetto di arte, il duo così si esprime al riguardo: “L’arte non può essere mero elemento decorativo, ma deve condurre ad aperture verso il possibile. L’opera d’arte deve quindi porsi come agente di cambiamento dal  momento che essa è «vera esperienza», come suggerito da Hans-Georg  Gadamer, in  caso  contrario essa è costretta ad arrendersi a una dimensione di irrilevanza.”.
“Fluttuazioni Quantistiche” è il pezzo più lungo dell’album con i suoi nove minuti abbondanti. Arpeggi brevi si perdono nello spazio attraverso echi dove il numero delle pause gioca un ruolo fondamentale. Frequenze grevi si contrappongono a quelle alte della chitarra, formando un connubio inquietante e profondo. Durante l’ascolto si ha la sensazione di cadere lentamente nel vuoto sino al sopraggiungere di sibili perforanti che in stile Area anni ’70, tendono a destabilizzare l’ambiente creato.
Molto spesso la chitarra elettrica espone sonorità prossime alla rumoristica, come accade in “Inflazione Cosmica”, qui lo strumento sembra voler parlare, non suonare. Come ho avuto modo di dire, è un linguaggio. Klang! Realizza un disco che non serve documentare passo dopo passo, perché in realtà qui si sconfina nel personale, ognuno lo può vivere in maniera differente secondo la propria coscienza.
Può questa chiamarsi musica? Le armonie non fanno breccia nelle composizioni, qui il messaggio è elargito esclusivamente dal suono e questo lascia libero arbitrio alla fantasia di chi ascolta.
«L’arte è un fare che mentre fa inventa il modo di fare». (Luigi Pareyson) MS



Video anteprima: https://www.facebook.com/alessandro.seravalle/videos/3035703380070040


Versione Inglese:

KLANG! - Catastrofe Del Vuoto Elettrodebole
Setola Di Maiale
Genre: Avant-Garde - Electronic - Experimental
Support: Digital / cd - 2024


Does art have a boundary? There are people who claim it does and others the opposite, here the discourse becomes purely subjective. Where does one trespass when the norm is no longer respected? It is a sonic limbo that insiders generally label with the logo "Avant-Garde", or "Experimental". When discomfort peeps out or we are in the presence of something we do not understand, then we tend not to call that sound "art," perhaps avoid it after a few moments of listening. Bad, very bad, because sound whatever it is, is communication, the creation of it by one or more individuals, blends symbiotically with the concept one would like to get across, ultimately a state of mind or a message to be shared. I bring a very simplified example, the word "home" we can expound it in different languages, thus in different phonetics, but always home remains. The language changes, but not the meaning.
Music therefore is language, and well the duo that composes the project Klang! guitarist Andrea Massaria (here with the nickname Anton Klang in honor of Anton Webern with Klang being "sound" in German) and electronic composer Alessandro Seravalle (here with the nickname Karlheinz Lärm in honor of Karlheinz Stockhausen with Lärm being "noise" in German) knows this.
I am very familiar with Seravalle's many projects from the days of the ingenious Garden Walls, which I recommend brushing up on in this regard, and never have I juxtaposed his name with the term "obvious", because where he is, there is research. Guaranteed.
In this new album what strikes me immediately is the cover artwork that is conspicuously reminiscent of Deutsche Grammophone's products, committed music, so for me the message is getting through. Avant-garde jazz and timbral research are two of the ingredients that go into making up "Catastrophe Del Vuoto Elettrodebole", consisting of seven tracks of long duration, hovering around the average of seven minutes each.
Returning to the concept of art, the duo expresses themselves in this regard, "Art cannot be mere decorative element, but must lead to openings to the possible. The work of art must therefore pose as an agent of change since it is 'true experience', as suggested by Hans-Georg Gadamer, otherwise it is forced to surrender to a dimension of irrelevance".
" Fluttuazioni Quantistiche " is the longest piece on the album at a whopping nine minutes. Short arpeggios are lost in space through echoes where the number of pauses plays a key role. Rough frequencies contrast with high guitar frequencies, forming an eerie and profound combination. While listening, one has the feeling of slowly falling into the void until the onset of piercing hisses that, in the style of Area 70s, tend to destabilize the created environment.
Very often the electric guitar exposes sounds close to noise, as happens in " Inflazione Cosmica”,  here the instrument seems to want to talk, not play. As I have had occasion to say, it is a language. Klang. Makes a record that doesn't need to be documented step by step, because in reality here it trespasses into the personal, everyone can experience it differently according to their own consciousness.
Can this be called music? Harmonies do not break through the compositions, here the message is bestowed solely by sound, and this leaves free will to the listener's imagination.
"Art is a doing that while doing invents the way of doing". (Luigi Pareyson) MS

 




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