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domenica 23 aprile 2023

STEFANO PANUNZI

STEFANO PANUNZI – Pages From The Sea
SP Music / Burning Shed
Genere: Crossover Prog
Supporto: digitale – 2023




E’ sorprendente come nel 2023 puntualmente ci siano ancora persone nei social recriminanti il fatto che il Progressive Rock in Italia sia morto. Oggi abbiamo internet che ci aiuta a scoprire avendo il mondo in casa quante persone si dedichino ancora a questo genere. L’editoria poi ne è piena, escono addirittura riviste dedicate all’argomento come ad esempio “Prog”, cosa che da noi non accadeva neppure negli anni ’70 quando il genere spopolava in tutte le classifiche, oppure in libreria. Personalmente ho scritto quattro libri per Arcana sull’argomento post anni ’70. Eppure è così. Certo è che le vendite non sono molte, il disco a parte qualche ritorno di fiamma vinilico, sono sconfortanti, se non si suona dal vivo il guadagno per un musicista è vicino allo zero. Eppure malgrado mille difficoltà l’amore per questa musica è grande e non si ferma mai. Bene lo sa anche il tastierista romano Stefano Panunzi, il quale esce con la sua quarta fatica in studio intitolata “Pages From The Sea”.
Chi segue il Prog conosce già il nome di Panunzi in quanto presente nel progetto Fijeri, vero e proprio supergruppo fondato nel 1997 e autore di due dischi di notevole fattura intitolati “Endless” (2009) e “Words Are All We Have” (2015), mentre l’ultimo disco della sua carriera solista s’intitola “Beyond The Illusion” (2021) e consegue un buon successo di critica.
Promuove musica raffinata, comparabile a uno stile come quello dei No Man, oppure al David Sylvian, il tutto con un tocco moderno di Porcupine Tree, gruppo inglese preso negli ultimi anni come riferimento per nuovi innesti nel Prog. Nelle realizzazioni si avvale spesso della presenza di numerosi special guest, nel caso di “Pages From The Sea” i nomi sono: Jakko M Jakszyk (King Crimson), Robby Aceto, Pat Mastellotto (King Crimson, ORk), Mike Applebaum (Ennio Morricone, Jovanotti, Zucchero, Tiromancino), Markus Reuter (The Crimson ProjeKct), Sirenée, Sunao Inami, Peter Goddard (The Mousetrap Factory), Peter Dodge, Giacomo Anselmi (Goblin Rebirth), Fabio Fraschini (Novembre, Il Volo, Marina Rei), Fabio Trentini, Stefano Petrocco, Cristiano Capobianco, Luca Fareri, Alessandro Inolti e Nicola Lori (Fijeri). Come avete avuto modo di constatare sono tutti artisti di elevata capacità balistica oltre che di fama, tutto questo apporta all’intero lavoro inevitabilmente una marcia in più e delle alte attese.
Il disco è formato da dodici brani, mentre la bella copertina è di Bernd Webler.
In un movimento di stile King Crimson il disco si apre con “Which Trust?” dal suono caldo e avvolgente grazie al basso di Fabio Fraschini. Non esulano passaggi nel Jazz anche attraverso una tromba. Lo strumentale è bene arrangiato e dimostra stile oltre che la consapevolezza di avere una ragguardevole cultura musicale racimolata negli anni.
Il mondo di Steven Wilson e dei No Man si evince maggiormente in “Not Waiving, But Drowning” dove anche la voce di Jakko M Jakszyk ricorda quella di Tim Bowness o di Giancarlo Erra (No Sound). Il pezzo etereo e sognante lascia poi il passo a “The Secret”, qui il ritmo sale e comunque siamo sempre nei pressi del contesto, questa volta leggermente più incline verso i Porcupine Tree. Con questi nomi non voglio dire che “Pages From The Sea” sia un album derivativo, perché Stefano Panunzi ha una sua netta personalità, dettata dall’animo morbido e gentile riflesso in maniera inequivocabile nelle composizioni realizzate. Con “The Sea” le tastiere fanno sognare ad occhi aperti, qui la musica diventa una telecamera. Nuovi interventi Jazzy si palesano in “You And I”, sempre sognante nell’incedere ma non scontata nella stesura armonica. “Steel Wave” ha frangenti elettrici oltre che elettronici, mentre “Every Drop Of Your Love” è una ballata dotata di autorevole personalità. Il mare, vero protagonista dell’album da come si evince dalla copertina, si quieta e lascia la calma piatta in “Swimming To Sea” dove a tratti il duca bianco David Bowie fa capolino.
“I'm Feeling So Blue” nonostante il titolo non rilascia tristezza, il ritmo è abbastanza alto mentre l’elettronica disegna andamenti orecchiabili che fanno da supporto alla struttura ricercata e soave. Altra quiete con “Those Words (Words are All We Have)”, ennesimo fotogramma sonoro. Fra i passaggi più vigorosi (se così vogliamo chiamarli) troviamo “An Autumn Day”, addolciti dalla voce femminile di Sirenée. E la figura femminile è anche la protagonista di “The Sea Woman”, altra perla sonora di delicata fattura.
La musica di Stefano Panunzi è questa, rispettosa dell’ascoltatore e specchio dell’anima. Non c’è bisogno di spingere sull’acceleratore per correre quando a volte basta semplicemente chiudere gli occhi addirittura per volare. MS

 

 


  Versione Inglese: 


STEFANO PANUNZI – Pages From The Sea
SP Music / Burning Shed
Genere: Crossover Prog
Supporto: digitale – 2023

It is amazing how in 2023 punctually there are still people in social recriminating that Progressive Rock in Italy is dead. Today we have the Internet that helps us find out by having the world at home how many people are still dedicated to this genre. Publishing then is full of it, there are even magazines coming out dedicated to the subject such as "Prog," something that didn't even happen here in the 1970s when the genre was all the rage in the charts, or in bookstores. Personally, I have written four books for Arcana on the topic post 1970s. And yet it is. Of course it is that sales are not many, the record aside from a few vinyl comebacks are discouraging, if you don't play live the income for a musician is close to zero. Yet despite a thousand difficulties the love for this music is great and never stops. Roman keyboardist Stefano Panunzi, who comes out with his fourth studio effort entitled "Pages From The Sea," knows this well.
Those who follow Prog already know Panunzi's name as he is present in the Fijeri project, a real supergroup founded in 1997 and author of two remarkable records titled "Endless" (2009) and "Words Are All We Have" (2015), while the last record of his solo career is titled "Beyond The Illusion" (2021) and achieves good critical success.
He promotes refined music, comparable to a style like that of No Man, or to David Sylvian, all with a modern touch of Porcupine Tree, an English group taken in recent years as a reference for new graft in Prog. In the releases he often makes use of the presence of numerous special guests, in the case of "Pages From The Sea" the names are: Jakko M Jakszyk (King Crimson), Robby Aceto, Pat Mastellotto (King Crimson, ORk), Mike Applebaum (Ennio Morricone, Jovanotti, Zucchero, Tiromancino), Markus Reuter (The Crimson ProjeKct), Sirenée, Sunao Inami, Peter Goddard (The Mousetrap Factory), Peter Dodge, Giacomo Anselmi (Goblin Rebirth), Fabio Fraschini (Novembre, Il Volo, Marina Rei), Fabio Trentini, Stefano Petrocco, Cristiano Capobianco, Luca Fareri, Alessandro Inolti and Nicola Lori (Fijeri). As you have been able to ascertain they are all artists of high ballistic ability as well as reputation, all of which inevitably brings to the whole work a high gear and high expectations.
The record consists of twelve tracks, while the beautiful cover art is by Bernd Webler.
In a King Crimson-style movement, the disc opens with "Which Trust?" with a warm, enveloping sound thanks to Fabio Fraschini's bass. Passages into jazz also through a trumpet do not exude. The instrumental is well arranged and demonstrates style as well as an awareness of a considerable musical culture gleaned over the years.
The world of Steven Wilson and No Man is most evident in "Not Waiving, But Drowning" where Jakko M Jakszyk's voice is also reminiscent of Tim Bowness or Giancarlo Erra (No Sound). The ethereal, dreamy piece then gives way to "The Secret," here the pace picks up and still we are always near the context, this time leaning slightly more toward Porcupine Tree. By these names I do not mean to say that "Pages From The Sea" is a derivative album, because Stefano Panunzi has his own distinct personality, dictated by the soft and gentle soul unmistakably reflected in the compositions made. With "The Sea" the keyboards make one daydream, here the music becomes a camera. New Jazzy interventions become apparent in "You And I," always dreamy in its procession but not predictable in its harmonic drafting. "Steel Wave" has electric as well as electronic bangs, while "Every Drop Of Your Love" is a ballad with authoritative personality. The sea, the real protagonist of the album from as the cover suggests, quiets down and leaves a flat calm in "Swimming To Sea" where at times the white duke David Bowie peeps out.
"I'm Feeling So Blue" despite its title doesn't release sadness, the beat is quite high while the electronics draw catchy gaits that back up the refined and suave structure. More stillness with "Those Words (Words are All We Have)," yet another sonic frame. Among the more vigorous passages (if we want to call them that) we find "An Autumn Day," softened by Sirenée's female voice. And the female figure is also the protagonist of "The Sea Woman," another delicately crafted sonic gem.
Stefano Panunzi's music is this, respectful of the listener and a mirror of the soul. There is no need to push on the accelerator to run when sometimes you simply need to close your eyes even to fly. MS

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