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sabato 29 aprile 2023

Moonmine

MOONMINE – Free.Pop
Autoproduzione / In The Wood Records
Genere: Cantautore – Sperimentale
Supporto: cd – 2023




Oggi non c’è niente di più bello e intelligente che dedicare del tempo a se stessi. Fermarsi ad ascoltare, pensare, creare, il tutto senza fretta perché come si sa, essa è sempre cattiva consigliera. Bisogna stare al passo con i tempi, questo è vero, e loro ci inducono verso l’isteria sociale, aggiungiamo poi che questa corsa verso il niente non porta a risultati importanti, perciò bisogna saper ponderare. Il discorso vale nella vita ma anche per la musica alla quale dedichiamo male il nostro tempo, ossia spesso una veloce e frugale attenzione magari anche con supporti sbagliati che non esaltano il contenuto sonoro. Oggi un cantautore impegnato è in difficoltà, perché soffermarsi a capire cosa ci comunica è quantomeno anacronistico per i motivi già spiegati. Gli anni ’70 per esempio ci hanno donato tanto materiale per la mente, mentre il contesto sociale consentiva l’attenzione e il tempo adeguato per l’ascolto. Oggi corriamo tutti verso un “dove” indefinito mentre la superficialità regna sovrana. Fermarsi è anche dedicare attenzione alla ricerca della purezza e dell’autenticità.
Il cantautore marchigiano Lorenzo Ciavola, in arte Moonmine in questo esordio discografico tratta l’argomento. Si trasferisce da Fabriano a Latina e mette in primo piano sempre la passione per la musica, ma non quella scontata, bensì dall’ampio spettro. I generi che affronta nelle composizioni, infatti, sono molteplici e variano dal Blues al Rock, passando per l’elettronica, il Folk e il Jazz. Moonmine è dunque un cantautore impegnato, oserei definirlo in qualche modo anche sperimentale vista la gamma culturale attorno ai suoi numerosi gusti sonori. Quando è così, si rischia di mettere troppa carne al fuoco, ma questo sta nell’anima di chi crea, cercare la propria identità e affinarla con l’esperienza. Ciavola non è nuovo in questo mondo fatto di file e quant’altro, infatti realizza nel tempo due EP, “Private Conversations” e “My Revolution”, ma l’esordio discografico vero e proprio con tanto di CD è questo “Free.Pop”, nomen omen.
L’artista concretizza il tutto dallo studio di casa, composizioni, incisione, produzione, copertina dell’artwork, compreso il bel libretto che accompagna il disco con i testi, disegni foto e descrizione dell’approccio all’ascolto, ossia cosa ha ispirato Moonmine a scrivere le parole sugli argomenti trattati.
La penna per scrivere questa musica è la chitarra, la voce di certo ha un approccio non convenzionale rispetto a tutto ciò che oggi mediamente si ascolta. Ciavola si diverte a provocare, si prende carico delle responsabilità, eppure è tutto così orecchiabile da lasciare momentaneamente esterrefatti, sin dall’iniziale “Full Love”. Alcune canzoni sono cantate in italiano, la maggior parte in inglese. La breve “A Dio” mostra l’essere umano fragile, prono avanti all’attesa del giudizio divino, il tutto quasi sbeffeggiando. “Drink All Day” ha un ritmo trascinante alternato a fasi maggiormente pacate. L’elettronica giunge a sostegno. Il brano più lungo dell’album con otto minuti di musica s’intitola “A Song For All” suddivisa in più parti. La prima risiede interamente nel sound Folk degli anni ’70, qui la fantasia si scatena e come un frullatore fa dei generi musicali un prodotto unico.  Nel frangente strumentale mi sovvengono alla mente anche le Orme, questo forse a causa della nenia a filastrocca. Il brano sfuma e poi riprende, quindi nulla è scontato durante l’ascolto. Per me questo è il movimento che ho più apprezzato, forse proprio perché maggiormente “Progressivo”. Molte le incongruenze, ma sono proprio queste a tenermi incollato all’ascolto. Geniale “Girotondo”, ottimo l’uso della voce in coralità sovrapposte, una ballata a dir poco particolare. E a proposito di coralità in ”I Just Need” sembra di ascoltare i Queen dopo una bella bevuta alcolica. “War Is Over” ha spunti alla Daniele Silvestri, ma sono solo attimi e poi….  Si va tutta da un'altra parte. Un ulteriore pezzo pregevole s’intitola “In The Dark”, dove ancora una volta l’elettronica svolge il ruolo maestro. Ma ho parlato troppo, qualche sorpresa se siete curiosi la lascio a voi.
“Free.Pop” può sembrare un opera scomoda, questo perché l’autenticità e quindi la sincerità, spesso cozzano con la falsità di questa società odierna basata sui social, finti profili e quant’altro, dove l’apparire è più importante dell’essere. Viva il Pop libero dettato dalla personalità che spinge un autore a fare ciò che pensa, e non quello che desiderano gli altri. Troppa materia dentro? Non fa nulla, come si dice in gergo “a calare viene sempre in tempo”, intanto Moonmine si sta formando il carattere e sono sicuro che in futuro prossimo ne sentiremo ancora delle belle. Non è la pecora nera a essere diversa, sono tutte le altre che purtroppo sono uguali, quindi ascoltate Moonmine per credere. MS






Versione inglese
  

MOONMINE – Free.Pop
Autoproduzione / In The Wood Records
Genere: Cantautore – Sperimentale
Supporto: cd – 2023

Today there is nothing more beautiful and intelligent than taking time for yourself. Stop and listen, think, create, all without rushing because as we know, it is always bad advice. One has to keep up with the times, this is true, and they induce us toward social hysteria, let us then add that this rush toward nothingness does not lead to important results, so one must know how to ponder. The discourse applies in life but also in music to which we devote our time badly, that is, often a quick and frugal attention perhaps even with wrong media that do not enhance the sound content. Today a committed singer-songwriter is in trouble because to pause to understand what he or she is communicating to us is at least anachronistic for the reasons already explained. The 1970s for example gave us so much material for the mind, while the social context allowed for attention and adequate time for listening. Today we all rush to an indefinite "where" while superficiality reigns supreme. To stop is also to devote attention to the search for purity and authenticity.Marche-based singer-songwriter Lorenzo Ciavola, aka Moonmine in this debut record deals with this topic. He moves from Fabriano to Latina and always puts in the foreground the passion for music, but not the obvious one, but from the wide spectrum. The genres he tackles in his compositions, in fact, are multiple and range from Blues to Rock, passing through electronic, Folk and Jazz. Moonmine is thus a committed singer-songwriter, I would dare to call him somewhat even experimental given the cultural range around his many sonic tastes. When that is the case, there is a risk of putting too much meat on the fire, but that lies in the soul of the creator, seeking his own identity and refining it with experience. Ciavola is not new to this world of files and whatnot, in fact he makes in time two EPs, "Private Conversations" and "My Revolution," but the real record debut with lots of CDs is this "Free.Pop," nomen omen. The artist concretizes everything from the home studio, compositions, recording, production, cover artwork, including the beautiful booklet that accompanies the disc with lyrics, photo drawings and description of the approach to listening, i.e. what inspired Moonmine to write the words on the topics covered.The pen to write this music is the guitar, the voice certainly has an unconventional approach compared to everything that is heard on average today. Ciavola revels in provocation, takes responsibility, and yet it is all so catchy as to leave one momentarily stunned, right from the opening "Full Love." Some songs are sung in Italian, most in English. The short "To God" shows the fragile human being, prone ahead of waiting for divine judgment, all almost mocking. "Drink All Day" has a driving rhythm alternating with more sedate phases. Electronics come in support. The longest track on the album with eight minutes of music is titled "A Song For All" divided into several parts. The first resides entirely in the Folk sound of the 1970s, here the imagination runs wild and like a blender makes musical genres into a unique product.  In the instrumental juncture I am also reminded of Orme, this perhaps because of the nursery rhyme-like dirge. The track fades out and then picks up, so nothing is taken for granted while listening. For me this is the movement I enjoyed the most, perhaps precisely because it is more "Progressive." There are many inconsistencies, but it is these that keep me glued to the listening. Brilliant "Girotondo," excellent use of vocals in overlapping chorality, a peculiar ballad to say the least. And speaking of chorality in "I Just Need" it sounds like listening to Queen after a good alcoholic drink. "War Is Over" has Daniele Silvestri-like cues, but they are just moments and then....  It goes a whole other way. Another valuable piece is titled "In The Dark," where once again electronics play the master role. But I've talked too much, some surprises if you are curious I'll leave to you. "Free.Pop" may seem like an uncomfortable work, this is because authenticity and therefore sincerity, often clash with the falsehood of this society today based on social media, fake profiles and whatnot, where appearing is more important than being. Long live the free Pop dictated by personality that drives an author to do what he thinks, and not what others wish. Too much matter inside? That's okay, as they say in the vernacular "dropping always comes on time," in the meantime Moonmine is forming character and I'm sure we'll hear more in the near future. It is not the black sheep that is different, it is all the others that are unfortunately the same, so listen to Moonmine to believe. MS

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