Pagine

lunedì 9 novembre 2020

The C.Zek Band

 

THE C. ZEK BAND – Samsara
Andromeda Relix
Distribuzione: G.T. Music
Genere: Rock – Blues
Supporto: cd – 2020



Essere liberi come il Rock, questo è un augurio che faccio a tutti voi con il quale mi piace iniziare questa recensione, perché la libertà è creatività, gioia, in parole povere è vita. Il Rock è vita, si ha alcune regole derivate dalle basi Blues e quindi la sua bella storia, ma è un genere che mai si è sopito sugli allori. Ha centinaia di derivazioni, e di base è puro, cristallino, una sorgente dove dissetare anima e corpo.
In Italia esistono molte band che fanno del Rock uno stile di vita, una di queste si chiama The C. Zek Band. Si formano nell’ottobre del 2015 dopo la scissione del trio Blues Almost Blue grazie all’idea del chitarrista cantante e compositore Christian Zecchin. Amanti del Rock Blues contaminato anche da Hard, Funky e Soul, la band si contorna di musicisti validi e tecnici in questo nuovo lavoro intitolato “Samsara”, secondo album dopo il debutto di “Set You Free” del 2017.
Nelle nove tracce proposte ci sono richiami al passato, come certa Psichedelia degli anni ‘60/’70 con  stili vicini a Jimi Hendrix, John Coltrane, Santana, Alman Brothers, Pink Floyd, Beatles e molti altri ancora.
La formazione è composta da Christian Zecchin (chitarra, voce), Roberta Dalla Valle (voce), Nicola Rossin (basso), Matteo Bertaiola (tastiere) e Enea Zecchin (batteria).
Lo stile di vita e lo spirito libero è immediatamente  palese nell’ascolto di “In The Storm”, brano aperto, arioso, semplice e diretto al bersaglio. L’interpretazione di Roberta Dalla Valle è schietta, mentre la chitarra elettrica svolge il ruolo di protagonista. Il Rock sudista americano si presenta in “Each Day A Crossroad” e qui è Christian Zecchin a duettare  con Roberta. Il frangente strumentale è notevole, con il rispetto del passato e una grande apertura al tecnicismo mai fine a se stesso. Greve  e cadenzato “Another Train” fra Hendrix, Steve Ray Voughan e Allman Brothers, protagonisti di un tempo mai andato, un piacere riscontrarlo anche nel 2020. Sappiamo che la chitarra è il simbolo del Rock, e la The C.Zek Band sa bene come esprimere il concetto oltre che estrapolarne il meglio.
“Black River” non si discosta da quanto ascoltato sino ad ora, per avere un piccolo mutamento di direzione giunge “This Is The Right Day To Cry”, ballata Blues veramente sorniona ed intrigante, ancora una volta Voughan è presente, il suo spirito malgrado la dipartita fisica è sempre presente fra le note. I brividi scorrono sulla pelle. A questo punto giungono i due capitoli “Samsara”, parte 1 e parte 2, qui la band mostra il lato più creativo del suo modo di esprimere il genere, “Part1” è tastieristica e psichedelica, uno spezzare l’ascolto che fa bene alla fluidità dell’insieme, mentre “Part2” in certi versi si può definire Progressiva. Due strumentali che da soli valgono l’acquisto del disco. Ritorna la voce di Roberta in “Feel So Good”, così il profumo degli anni ’70 si conclude con il brano più lungo (otto minuti) intitolato “Stolen Soul”, altro spaccato più ricercato del sound C.Zek Band.
Un disco che sa raccontare una storia mai sopita, alzare la polvere come solo il Rock sa fare, un lavoro che può essere sia colonna sonora di un viaggio che amico di serate in compagnia. Facile all’ascolto ma credetemi se vi dico che una cosa facile paradossalmente non è semplice da concepire, questa è  prerogativa solo di pochi. Buon ascolto. MS  




4 commenti:

  1. Grazie Max!! da parte di tutta la band per le tue splendide parole!!!

    RispondiElimina
  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina

  3. Grande recensione! Sono curiosissimo di ascoltare il vostro nuovo disco!
    In bocca al lupo ragazzi!
    Up the Chris Zek Band! 🤟

    RispondiElimina
  4. Grazie a voi per la musica! Davvero godibile, musica per stare bene.

    RispondiElimina