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sabato 23 febbraio 2019

Overkind


OVERKIND – Acheron
Andromeda Relix
Distribuzione: G.T.Music
Genere: Metal Progressive
Supporto: cd – 2019


Gli Overkind sono una band giovane, formata nel 2016 a Verona dal chitarrista Riccardo “Richie” Castelletti, dal bassista Filippo “Jin” Zamboni e dal cantante e tastierista Andrea Zamboni. Poco dopo si aggiunge alla batteria Nicolò “Tino” Fraccaroli. Non sono nuovi nel panorama Metal Prog italiano, sorgono dalle ceneri della band Fatal Destiny, autrice dell’ottimo “Palindromia” che riscuote buoni consensi anche a livello internazionale.
“Acheron” trae spunto dalla Divina Commedia di Dante ed è a tutti gli effetti un concept album.
Si presenta in confezione cartonata con tanto di libretto interno contenente i testi e l’artwork di Simone Bertozzi.
L’opera come si può immaginare è suddivisa per gironi, “Circle I”, “Circle II”, “Circle III” etc e dodici tracce, tutte cantate in lingua inglese.
Suono d’acqua, che fa pensare ad una traghettata di Caronte, apre il concept con “Acheron”, a seguire la musica che non nasconde la passione per un gruppo storico come i Queensryche. Ottima la prova vocale di Zamboni che tuttavia non fa il verso a nessuno, rimanendo personale e curata. Numerosi i cambi di ritmo e gli stop & go, un andamento a tratti caracollante e in altri più spedito. La chitarra di Castelletti è ficcante e precisa, tagliente quando deve esserlo e tecnica quanto basta. Adiacente “Love Lies (Paul & Francis)”, un mid tempo di personalità sia nella scelta ritmica che nella metrica melodica del testo. La band si dimostra aperta alla ricerca, lasciando lo stile in un limbo non proprio qualificabile, in fondo questo è anche il volere dei quattro musicisti.
“Cerberus” mostra il lato più delicato degli Overkind e la voce si adatta subito a questo andamento, una semi ballata Rock gradevole e di personalità. Una breve acustica e tastieristica “Circle IV’s Interlude” accompagna l’ascolto ad “Anger Fades”, più roboante ed aperta ad innesti anni ’80 e ‘90.
Il Metal Prog è questo, un continuo mutamento di situazioni e di emozioni e questo è chiaro anche agli Overkind che potrebbero farne scuola.
“Flames” si avvicina più alla formula canzone rispetto quanto ascoltato sino ad ora, quando certe melodie sanno dove andare a parare. Ottima la chitarra. “Hollow Man’s Secret” apre con arpeggi e si snoda con delicatezza, altra bella vetrina per la voce di Zamboni, non da meno “My Violent Side” qui accompagnato dal piano per poi sfociare il tutto in un bel solo seppur breve di chitarra elettrica. Si torna a correre con “All Is Gray” ed i suoi cambi di tempo. “End Of A Souless Thief” prosegue il cammino nei gironi con enfasi mentre torna il piano in “Traitor’s Letter”, momento sentito ed appassionato completamente strumentale.
L’opera si chiude con “The Fiend”, un sunto dello stile Overkind.
I ragazzi mostrano passione ed idee cercando di staccarsi dai soliti cliché che il genere spesso ci ha propinato e lo fanno con tecnica e sapienza, portando sempre rispetto per la storia passata. Un disco che consiglio agli ascoltatori più open mind del Metal e agli amanti del Rock. MS

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