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sabato 5 ottobre 2019

Simone Piva & I Viola Velluto


SIMONE PIVA & I VIOLA VELLUTO – Fabbriche Polvere e Un Campanile Nel Mezzo
Music Force / Toks Records
Dostribuzione: Egea Music
Genere: Rock
Supporto: cd – 2019




Il Rock polveroso e sudista del chitarrista udinese Simone Piva ritorna a farsi ascoltare a due anni di distanza dal buon “Il Bastardo” (Music Force). Lo stile inconfondibile si fa spazio nella scena musicale italiana per freschezza, semplicità e buoni riff, che sono sempre la spina dorsale di chi fa della chitarra e del Rock un vero stile di vita.
Con Piva suonano Federico Mansutti (trombe), Luca Zuliani (contrabbasso), Alan Liberale (batteria) e Francesco Imbriaco (tastiere, cori). Appaiono come special guests Tony Longheu (chitarra slide), Michele Pirona (chitarra) e Davide Raciti (violino). Il disco è formato da nove canzoni bene registrate  all’East Land Recording Studio a Carmons da Francesco Blasig.
L’artwork richiama il vecchio west con le pistole e le scritte  stile “Saloon”, perché il Rock è anche cosa per duri. Il disco si apre con un inquietante “Impicchiamolo più in alto …Lo mangeranno gli avvoltoi…” nell’Intro ”che porta a “La Battaglia Infuria”, qui mi colpisce il testo che narra ”Le dure prove da affrontare e affrontate ci divideranno e ci uniranno, e la colla sarà l’amore”. Il sound ha per prerogativa la voce di Piva, grezza, ma che come una lima smussa gli angoli del brano.
Si chiede il protagonista “Oste, si può bere qualcosa? Tequila?” e si parte con “Da Dove Vengo” mentre il ritmo sale fra chitarre e trombe. Uno dei momenti più belli del disco per giuste melodie da cantare.
Più acida “Cani Sciolti”, testimonianza di una dura sopravvivenza in alcune zone del vecchio west. C’è anche il momento di quiete intitolato Imprevisti”, piano e voce in evidenza.
Rock Country sudista in “Oggi Si Uccide Domani Si Muore” con tanto di violino per saltellare nella stanza al ritmo della batteria. Lo stile di Piva oramai è inconfondibile.
Sembra di vedere il sole che ci batte negli occhi a mezzogiorno nel brano “Sergio Leone”, canzone dedicata al grande regista dei spaghetti western. La pistola è carica.
“Questa Estate” fra riflessioni e accelerazioni porta all’ascoltatore un altro brano da cantare.
Chiude l’album “Il Destino Di Un Uomo” con tanto di piano e violoncello, un tassello importante per la riuscita generale.
Simone Piva & I Viola Velluto procedono imperterriti il loro cammino nel mondo del Rock, senza compromessi e tanta passione. La cosa è contagiosa, si divertono gli autori e allo stesso tempo gli ascoltatori.
Si spazia, ci si distrae, si canta, con un disco che fa compagnia in ogni occasione della giornata. Tenetelo in considerazione. MS






SIMONE PIVA & I VIOLA VELLUTO – Il Bastardo
Music Force / Toks Records
Genere: Rock
Supporto: cd – 2017


Il nome di Simone Piva agli amanti del Rock non dovrebbe suonare nuovo. L’Artista di Udine ha alle spalle una nutrita esperienza oltre che quattro album in studio: “Trattato Postumo Di Una Sbornia” (2009), “Ci Vuole Fegato Per Vivere” (2011), “Polaroid… Di Una Vecchia Modernità” (2013) e “SP&iVV Simone Piva E I Viola Velluto” (2015) raccontano molte storie, rafforzate dalle  prestigiose date live con artisti importanti come Nada, Zen Circus, Tre Allegri Ragazzi Morti e Morgan.
Con Piva (voce, chitarra) suonano Luca Zuliani (contrabbasso, cori), Alan Liberale (batteria, percussioni), Federico Mansutti (trombe, cori), Francesco Imbraco (tastiere, cori) e Matteo Strazzolini (chitarre). “Il Bastardo” è composto da sette canzoni a partire proprio dalla title track. Duro, ruvido e diretto il Rock di SP&IVV ma molto attento al ritornello, quello che in definitiva è ciò che deve restare nella mente se si vuol cantare e ricordare un brano Rock in senso generale (chi ha detto Vasco Rossi?). Storie di bevute in poco più di due minuti. Sopraggiunge “Hey Frank”, musica Rock sudista come hanno saputo fare i Litfiba con “Lacio Droom”, ma qui in più ci sono le trombe ed è terra di Cowboy, anche se i cinesi…. Ascoltare per capire. Simone Piva racconta storie , lo fa tramite la sua chitarra, è vero, ma la voce graffiante e intensa sa fare ulteriormente il suo gioco. E poi a sorpresa c’è il Reggae, “Hello Madame” si propone come canzone di facile memorizzazione che probabilmente è anche il modo di spezzare l’ascolto e renderlo più fruibile. Importante il supporto delle trombe. Simone Piva stupisce ancora andando a parare nel cantautorato, nuovo stile proposto nel disco, qui dal titolo “Quando Saremo Giovani”. Sembra che l’artista cerchi una vera e propria identità, ma lo stile invece è comune a tutti i generi proposti, a dimostrazione che una base di personalità c’è ed è manifesta.
Torna il West, questa volta “Nord Est”, atmosfere chiare e pacate sopraggiungono con la mandria del bestiame e la diligenza che sembra lasciare dietro un nuvolo di polvere. E poi “Far West”, molto ben arrangiata e toccante, il lato più intimo dell’artista. Il disco chiude con “Noi”, ancora trombe e il supporto dell’ospite Giò con un ritornello ficcante e da tormentone.
Un disco semplice, quando la musica deve farti da compagnia, magari nello stereo dell’auto durante un lungo viaggio, dove il paesaggio che si sussegue velocemente ne è ottima fotografia. MS


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