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sabato 14 ottobre 2017

Aiperion

AIPERION – Il Tempo Utile All’Addio
Autoproduzione
Genere: Psychedelic / Progressive Rock
Supporto: cd – 2017


La band friulana (Udine) Aiperion ha una lunga attività alle spalle, si forma nel 2001 e si esprime con  un cantato inizialmente in lingua inglese. Il trio composto da Daniele Treu (chitarra e voce), Fabio Sant (basso) e Leonardo Modonutto (batteria) si esibisce in diverse date live e raggiunge anche un terzo posto al concorso nazionale Pagella Rock nel 2005. Quello che propongono è ciò che in definitiva noi scribacchini andiamo a collocare nel calderone Progressive Rock, in quanto le influenze di stili racchiusi nella loro musica sono differenti, comprese le sperimentazioni. Si denotano la Psichedelia, del Post Rock, Stoner e tutto quello che il Prog Rock degli anni ’70 ci ha dato come eredità, King Crimson in primis.
Sono sempre in fermento e in continua ricerca di nuove forme d’arte, comprese colonne sonore per cortometraggi e documentari, una vivacità che porta gli stessi strumentisti ad avere sempre uno spirito alto ed una creatività accelerata. Il primo lavoro ufficiale risale al 2007 con il titolo “Through The Total Glare”, composto da otto tracce. Esso riceve buoni consensi sia in ambito live che nel web.
Oggi ritornano all’attenzione del pubblico con “Il Tempo Utile All’Addio”, presentato in ben cinque copertine differenti, per la gioia dei collezionisti, tutte realizzate da Bernardetta Giordano rappresentanti  l’attimo struggente dell’addio.
Undici le canzoni, a cominciare da “Nota Dolente” con i testi penetranti di Daniele Treu. Suono sferzante su una ritmica precisa e potente coglie subito l’attenzione dell’ascoltatore, compreso il gustoso ritornello. Più spensierata “Borderline”, e le chitarre giocano un ruolo importante, sia per il riff che per l’andamento a tratti nervoso stile Fripp. Con “Il Diavolo Probabilmente” si scorge il lato più ricercato e duro degli Aiperion, nella ritmica e nella struttura del brano dedita ad una sorta di schiaffo e bacio, fra durezza e quiete. Le chitarre distorte proseguono anche nell’intro di “Riflessi”, canzone dalla buona armonia ed una attenzione particolare alla formula canzone.
Nella musica non si manifestano molti assolo, la band bada al sodo e la tecnica che dimostrano di avere i tre componenti non sfocia mai in logorroici passaggi, piuttosto tendono a spingere sull’energia formando un vero e proprio muro sonoro.  Giunge la quiete nell’inizio di “Ultimi Immortali”, la canzone che spezza giustamente l’ascolto, arricchita da archi e ben arrangiata.
“Verme” potrebbe essere un single in quanto in esso trovo tutti gli ingredienti giusti, riff orecchiabile compreso. A seguire la quasi strumentale “Vanvera”, vetrina bella e buona per le doti tecniche e compositive. Ancora archi nell’inizio di “Testacoda” mentre la voce di Treu è quasi sussurrata e la canzone a questo punto si può dire in pieno stile Aiperion, schitarrate annesse. Gradevole l’intervento delle tastiere. Non manca un breve momento acustico, qui voce e chitarra acustica dal titolo “Vascello Steppa”, ma attenzione non è una vera e propria ballata. Concludono il disco i due frangenti “Fantasmi I” e Fantasmi II”, quest’ultimo è una sorta di brano fantasma nel puro senso del termine, ma non vi voglio rovinare la sorpresa.
Buono il suono, ben registrato ed equilibrato, solo in rari frangenti la voce è sovrastata dagli strumenti, per il resto nessuna pecca.

Un disco che non conosce attimi di stanca e che ben si adatta ad un ruolo di tutto rispetto nella nuova ondata di band italiane dedite a questo genere. Energia da prendere. MS

Contatti: aiperions@gmail.com 

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