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domenica 9 luglio 2017

Karibow

KARIBOW – From Here To The Impossible
Progressive Promotion Records
Distribuzione italiana: GT Music
Genere: New Prog / AOR
Support: CD – 2017


Sicuramente per i tedeschi Karibow questo è un periodo di grande ispirazione. Ancora con l’adrenalina in corpo datami dall’ascolto del precedente doppio cd “Holophinium”, mi ritrovo in mano a meno di un anno di distanza questi ulteriori settantadue minuti di New Prog. La copertina diFrom Here To The Impossible” rappresenta scenari catastrofici, anche se il verde e degli uccelli in volo, lasciano presagire uno spiraglio di speranza. Un  messaggio di sfida, da qui verso l’impossibile, ce la possiamo fare. Ancora una volta il ricco libretto di venti pagine che accompagna il supporto ottico è ricco di descrizioni, testi e foto spettacolari con scenari naturalistici. Sempre un piacere comperare un prodotto completo sotto tutti i suoi aspetti, produzione sonora compresa, davvero curata e sopra la media del periodo.
Il cast che si accinge a suonare questa ennesima opera New Prog è di qualità, come nel suo predecessore, Jim Gilmour (Saga) alle tastiere, Mark Trueack (UPF, Unitopia) alla voce, Monique Van Der Kolk (Harvest) alla voce, Sean Timms (Southern Empire, Unitopia) alle tastiere, Marek Arnold (Seven Steps To The Green Door, Toxic Smile, UPF, Cyril, Damanek) al sax, organo e piano, Daniel Lopresto (Clearway, Southern Empire) alla voce e ovviamente  il leader compositore Oliver Rusing (voce, tastiere, chitarra, basso e batteria).
Il lungo viaggio è suddiviso in cinque parti, per un totale di undici canzoni.
La prima parte è suddivisa in due brani, “Here” e “My Time Of Your Life”, tanto da scaturirne una mini suite di quattordici minuti. Si sprigiona energia sin dalle prime note, AOR al confine del New Prog, dove Rusing predilige i cambi di ritmo come si conviene al genere in questione. Il ritornello è ad alta digeribilità e ad alcuni di voi potrebbero venire alla mente gli inglesi Arena di Clive Nolan. Di personalità “My Time Of Your Life”, con un mid tempo che accompagna l’ascolto impreziosito da assolo di chitarra, e quando il gioco si fa duro subentrano anche i controtempi.
La seconda parte si apre con “Passion”, voce narrante e scariche elettriche con Rock di classe. A seguire “Never Last”, dove un arpeggio di chitarra narra una ballata dolce e toccante. Delizioso l’assolo di sax. Qui la produzione sonora si esalta nella cura dei particolari, un piacere all’ascolto. La terza parte sottotitolata “Mercury Hearts” è suddivisa in quattro brani per una durata di diciannove minuti, ad iniziare dalla massiccia “Lost Peace”. La voce di Monique Van Der Kolk duetta con la voce maschile ed il connubio come molto spesso accade in questi casi, funziona. Effetti e chitarre elettriche completano l’opera. Una menzione a parte per i due minuti orchestrali di “Requiem”, chiusi con il piano. La suite si conclude con l’ariosa “Inside You”, potenziale brano singolo per la propria tendenza al Pop. La quarta parte si intitola “Of Inner Beauty” e qui Karibow alza la voce tendendo in brevi frangenti persino verso il Prog Metal di stampo Dream Theater. Un vero momento Prog Rock invece lo si incontra in “Black Air”. Si chiude con la quinta parte dal titolo “In Sight” formata da una sola canzone, “The Impossible”. Questo è il sunto del sound Karibow.

Il disco funziona soprattutto per le melodie, non solo da ascoltare, ma anche da cantare, un buon mix di generi che restituiscono al Prog Rock una fetta di pubblico nuovo, non solamente i duri e puri del caso, ma anche coloro che amano il Power e appunto l’AOR. Tanta energia pulita, un disco curato che vi consiglio di avere nella vostra collezione. MS

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