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martedì 17 settembre 2013

NEMO

NEMO – Le Ver Dans Le Fruit
Progressive Promotion Records
Distribuzione italiana: G.T.Music Distribution
Genere: Progressive Rock
Supporto: 2cd – 2013


Ma questa copertina colorata e particolareggiata, dice qualcosa al fans del Progressive Rock? Personalmente mi fa venire la voglia di comperare questo doppio cd a scatola chiusa, questo perché io sono un estimatore del genere. In realtà vi sto mentendo, lo acquisterei a scatola chiusa ugualmente perché conosco questa band francese ed ho, non a caso, tutta la loro discografia e con “Le Ver Dans Le Fruit” sono già all’ottavo sigillo da studio in 13 anni di carriera. Un crescendo caratteriale e tecnico stupefacente, uno stile proprio ed un mix di tendenze ampio che spazia dal New Prog al Metal, passando anche per gli anni ’70.
I Nemo sono JP Louveton (voce e chitarra), Gillaurne Fontaine (tastiere), Lionel B Guichard (basso) e JB Itier (batteria).
Cosa trattano i Nemo nei testi è argomento annoso e quanto mai attuale, il discorso è incentrato sulla società, chi trama dietro al popolo per renderlo come una pecora? Partiti politici? Organizzazioni religiose? Compagnie commerciali? Loro ci consigliano di fare attenzione a tutto, persino ai Nemo stessi! In parole povere di non fidarsi di nessuno, però della loro musica io mi fido eccome!
Attenzione e cura per i suoni e gli arrangiamenti, il tutto sempre a disposizione della melodia, perché il Prog proposto non è esclusiva vetrina di tecnica e muscoli. La band negli anni ha sempre dosato bastone e carota e questo credetemi, non è sempre facile. Ascoltate l’intro del cd1 con le coralità, “Stipant Luporum” è ricco di storia Prog anni ’70, tanto per mettere subito le cose in chiaro.
Strambano con “Trojan (Le Ver Dans Le Fruit)” in terreno casalingo, ossia in uno stile a loro confacente, fra il Metal ed il Prog, quasi nove minuti di cambi di ritmo ed intriganti assolo, il tutto sopra riff compiacenti. Quello che convince di questo quartetto è l’insieme, così la capacità di scrivere canzoni mai scontate, sempre ricche di particolari, colorate e vigorose. Goduriosa risulta “Milgram”, a tratti ampia e solare, Più ricercata nelle melodie “Verset XV”, con un delizioso solo di chitarra e qui al proposito vorrei soffermarmi per un momento, perché il concetto riguarda un argomento attuale, quello delle band di oggi. Più passano gli anni e meno si ascoltano assolo nelle canzoni Rock e questo oltre che essere un controsenso è altamente penalizzante, non bastano solo riff per fare una canzone, tutto ricade altrimenti in noia mortale! Detto questo sottolineo il brano in questione, ascoltatelo e capirete il piacere di ascoltare Prog.
Inutile scendere in dettagli, sono due cd di incredibile fruibilità, scorrevoli e godibili come raramente mi accade negli ultimi anni di ascolti. Magari voi che leggete vorreste dei paletti di riferimento più precisi, bene, voglio dirvi che i Nemo sono i Nemo e basta, tuttavia li consiglio a chi ama Spock’s Beard, Dream Theater, The Flower Kings e Moon Safari su tutti.

Sono orgoglioso di affermare una mia convinzione, cioè che il Prog non morirà mai, fra alti e bassi ci sarà sempre chi lo terrà in vita ed i Nemo sono fra questi, sareste eventualmente voi ad uccidere un poco il genere semplicemente ignorandoli. Almeno date ad esso la chances ascoltandoli. (MS).

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