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lunedì 5 settembre 2011

Borsa in crisi

Tonfo a Milano, -4,8% Trichet: a Ue strumenti di sanzione su bilanci

Irruzione di antagonisti. Polizia tenta sgombero

05 settembre, 17:39 (ANSA:IT)


MILANO - Affondano tutti i mercati europei sui nuovi timori per l'eurozona. L'indice paneuropeo Euro Stoxx 50, dei maggiori 50 titoli del Vecchio Continente, perde il 5,03%. L'indice Stxx dei 600 maggiori titoli europei cede invece il 3,86%. Francoforte lascia il 5,53%, Parigi perde il 5,01%. Milano chiude con un tonfo del 4,83% a 14.333 punti. Wall Street oggi è chiusa per il Labor Day.

DRAGHI, NON SI DIANO SCONTATI ACQUISTI BOND BCE 
- "I paesi membri dell'eurozona non devono dare per scontato" il programma di acquisto dei titoli di stato, compresi quelli italiani, deciso dalla Bce nelle scorse settimane. E' quanto afferma il governatore della Banca d'Italia e futuro presidente Bce Mario Draghi in un convegno a Parigi. Draghi ha sottolineato l'importanza dell'operato della Bce che nella crisi ha fatto la sua "parte fino in fondo".
"E' giunta ora l'ora che i governi si assumano le loro responsabilità e agiscano rapidamente per risolvere la crisi del debito sovrano". Questo il monito del governatore della Banca d'Italia e futuro presidente Bce. Secondo Draghi sul fondo salva statu Efsf deciso a livello europeo "sarebbe un errore riporre una eccessiva fiducia" perché questo "non può fornire una soluzione" al problema di base: "mancanza di disciplina di bilancio e scarsa crescita".

TRICHET, UE DOVREBBE POTER IMPORRE MISURE BILANCIO  - Se un Paese non riesce a prendere le decisioni adeguate in termini di risanamento del bilancio, allora dovrebbe essere consentito di imporle a livello centralizzato. Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea, Jean-CLaude Trichet, a proposito di una futura riforma della governance economica europea.

Grafico
Grafico FTSE Italia All-Share


SPREAD BTP-BUND TOCCA QUOTA 350 PUNTI - Altro rialzo per lo spread tra il Btp decennale e il Bund tedesco, che tocca quota 350 punti base.
TOKYO CHIUDE NEGATIVA - I rischi di frenata dell'economia, alimentati dai deludenti dati sull'occupazione, pesano sulla Borsa di Tokyo che termina le contrattazioni in calo dell'1,86%. L'indice Nikkei, nel giorno della chiusura dei listini Usa per la festività del Labor Day, si attesta a quota 8.784,46, con una perdita di 166,28 punti, e sconta anche i timori sulla crisi del debito sovrano dell'Eurozona, a partire dalla Grecia. I senza lavoro negli Usa, in base ai dati diffusi venerdì, sono rimasti inchiodati ad agosto al 9,1%, facendo riemergere le ipotesi di recessione per la prima economia al mondo con tutte le inevitabili ripercussioni su quella globale. L'euro scivola ai minimi delle ultime tre settimane contro il dollaro (a quota 1,4165) e a 108,60 contro lo yen, mentre il biglietto verde passa di mano a 76,67 yen, in calo sui valori segnati nel finale della scorsa settimana.

ASIA SCIVOLA DOPO VENERDI' NERO, SEUL -4,3% - Le Borse asiatiche si sono adeguate allo scivolone di venerdì scorso dei listini europei e americani causato anche dalla stagnazione dell'occupazione negli Usa: Tokyo ha ceduto quasi due punti percentuali, Hong Kong poco meno di tre, Seul è crollata di oltre il 4%. Tiene solo il mercato 'minore' dell'Indonesia. Sulla Borsa giapponese, in particolare, male Shinsei bank, il cui titolo è sceso del 5,68% finale, e Mitshubishi electric (-5,55%) mentre si sono mosse in controtendenza le società di produzione elettrica Kansai e Chubu, in rialzo rispettivamente del 2,45% e del 2,41%. Con il petrolio debole a causa dei dubbi sulla ripresa economica internazionale, sul mercato azionario coreano pesano le vendite sui gruppi dell'energia e anche dei semiconduttori (Hynix -8,12%). Ma sono i diversi titoli che fanno riferimento al colosso Samsung (tutti in calo tra il 5 e il 6%) ad affossare il listino dopo che Apple ha vinto una causa contro il gruppo coreano sul concorrenza illecita nel comparto dei 'tablet'. A Sidney, dove sono quotati diversi titoli che possono anticipare l'avvio dei loro settori in Europa, male diverse società dell'energia, dell'acciaio e anche dei media, mentre hanno provato a muoversi controtendenza alcuni gruppi delle materie prime minerarie

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