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sabato 10 luglio 2021

Metamorphosis

METAMORPHOSIS – I’m Not A Hero
Progressive Promotion Records
Distribuzione: G.T. Music
Genere: Progressive Rock
Supporto: cd – 2021




La Svizzera ha una bellissima tradizione di ottime band dedite al Rock Progressivo, la lista sarebbe molto lunga però mi soffermerei semplicemente al Neo Prog, quello più vicino ai nostri tempi, qui esistono ottimi esecutori a partire dai “marillioniani” Deyss ai Clepsydra, Cosmos e Shakary per fare alcuni nomi.
Il connubio Rock sinfonico e psichedelico porta ad alti risultati, quando i Genesis si sposano con i Pink Floyd le emozioni sono davvero importanti. Bisogna ascoltare con attenzione per poter entrare in questo mondo sonoro dalle mille sfaccettature, come amo spesso dire qui siamo in presenza di musica da ascoltare e non da sentire.  I tempi comunque cambiano, così le influenze e gli innesti  che si danno staffetta di momento in momento, la tecnologia avanza ed i suoni si migliorano, la cura per certi particolari è scrupolosa, raramente lasciata al caso o alla superficialità. C’è anche un fattore molto importante, fra il Neo Prog e il Prog odierno c’è un passaggio che ha lasciato un segno indelebile, quello dei Porcupine Tree di Steven Wislon. Fanno da spartiacque fra coloro che restano avvinghiati al passato e quelli che amano sentire nuove sonorità, pur sempre rimanendo nei paraggi del genere. Nella musica della band Svizzera dunque ci sono frangenti psichedelici ma trattati con i guanti, non lasciati abbandonati a se stessi nell’improvvisazione, piuttosto invece riguardosi della formula canzone.
I Metamorphosis con “I’m Not A Hero” giungono al sesto album in studio, e sembrano già molto lontani i tempi del buon debutto intitolato “After All These Years” nel 2002. Oggi il gruppo è un trio composto da  Jean-Pierre Schenk (voce, tastiere), Olivier Guenat  (chitarre, basso) e Alain Widmer (batteria). “I’m Not A Hero” è formato da nove canzoni per una durata totale di cinquantasei minuti.
“Dark World” inizia fra interventi di elettronica e classica cavalcata chitarristica, voci filtrate, insomma quello che la band di Wilson ha spesso elargito negli anni. E la componente Prog? Tranquilli, il Mellotron appare improvvisamente e ci prende a schiaffi, soprattutto nel sopraggiungere della ritmica e della chitarra elettrica. Magniloquenza.
Congiunta arriva la title track “I’m Not A Hero”, il suono si erge nuovamente, sembra che il trio mostri i muscoli nel tentativo di dire si, siamo in tre ma sentite che cosa facciamo. E a proposito di Porcupine Tree, ecco che anche le argomentazioni si sposano alla causa, il titolo “Little Stars Desintegrate” se non dice tutto, dice molto. Il cantato richiama la cadenza “Pinkfloydiana” mentre le chitarre si induriscono sino ad arrivare al confine del Metal Progressive.
Vetrina per la chitarra elettrica ed il basso è “When Life Starts Again”, strumentale spazioso ed etereo proveniente dal passato ma suonato con le caratteristiche dei nostri tempi. Uno dei momenti più belli dell’intero album. “More Is Less” scivola nel cuore di chi è portato ad ascoltare questo genere sonoro. “I Will Leave Tonight” è il motivo più sinfonico ed anche il mio preferito, qui molta storia passata arricchita di personalità sfoggiata con sicurezza e naturalezza. Passaggio nel Neo Prog con “Leftovers”, mi ritornano in mente i Chandelier  e lo dico solo per chi li conosce. Sale il ritmo in “So Now What”, canzone destabilizzante (amo questo atteggiamento) che inizia con un ritmo da discoteca per poi sbattere nel muro delle chitarre distorte. Il tutto poi converge nel Pop, semplice musica da cantare, un vero divertimento per le orecchie. A chiudere “So Hard's The Road”  con un atteggiamento fra lo psichedelico ed il romantico.
Chi lo ha detto che per volare servono le ali? Qualche volta basta chiudere gli occhi ed alzare il volume, magari perché no, ascoltando un disco dei Metamorphosis. MS




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