Pagine

domenica 22 marzo 2020

Marcello Capra


MARCELLO CAPRA – Aria Mediterranea
MU
Genere: Folk/Prog – Virtuoso
Supporto: lp – 1978


Uscire con un album di Progressive Rock nel 1978, quando il genere va scemando e per giunta tutto strumentale, è a dir poco coraggioso. Tuttavia si sa, chi ama la musica e la suona non è che sta a guardare ne il periodo e neppure il genere, un artista si sente libero, l’artista si sente esente da classificazioni in quanto tale. Marcello Capra è il chitarrista della storica band Prog anni ’70 Procession, e debutta in questo anno con il suo album solista “Aria Mediterranea”  e non a caso nomen omen. La musica che scaturisce dalla sua chitarra è Etno Folk Prog, una passeggiata fra fronde di verde, aria e profumi, quelli della nostra terra. Un viaggio culturale nel nostro stivale, fra acqua e terra.
Con lui suonano Claudio Montafia (flauto), Giovanni Vigliar (violino), Angelo Girardi (basso) e Mario Astarita (percussioni e vibrafono). Girardi suona con Capra nei Procession, mentre altri artisti fanno parte del circuito torinese di Arti & Mestieri, Venegoni & Co ed Esagono.
Il disco è composto da otto brani, tutti intenti a sollazzare l’ascoltatore fra carezze sonore e tele di suoni immaginifici. Tutto scorre senza impegno, la musica è orecchiabile e riesce a trasmettere le sensazioni che il musicista prova nel suonarla, cosa non da tutti i giorni. La tecnica adoperata da Capra è eccellente, anche se non è mai fine a se stessa ma a disposizione del brano che a volte è Folk, altre più antico (quasi madrigalesco) ed altre ancora più Etno. Per chi lo conoscesse posso dire che John Mclaughlin fa capolino di tanto in tanto fra alcune note.
Ascoltato oggi “Aria Mediterranea” sembra non essere scalfito dal tempo, è veramente una prerogativa assoluta di chi propone cose valide, inattaccabili dal tempo. Il suono si conserva alla perfezione, così l’impegno emotivo di chi ci suona, un lavoro sentito e sincero, lontano dallo stress e da logorii di sorta. Una specie di bolla in cui tutto attorno passa, scivola e se ne va. La copertina ci presenta un gabbiano che vola, altra giusta intuizione per rappresentare graficamente il contenuto dell’album, che personalmente mi fa tornare alla memoria un altro importante disco per il Progressive Italiano degli anni ’70, “Essere O Non Essere?” de Il Volo.
Nel 1994 viene ristampato in cd dalla Mellow Records con dieci inediti aggiunti con il titolo “Imaginations”.
Non servono altre parole, quando la musica parla da sola. MS

Nessun commento:

Posta un commento