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domenica 15 dicembre 2019

Flaming Row


FLAMING ROW – The Pure Shine
Progressive Promotion Records
Distribuzione: G.T. Music
Genere: Progressive Rock
Supporto: 2cd – 2019


Si resta sempre affascinati Avanti ad un opera Rock, sia essa pretenziosa o meno. Realizzare certi lavori necessita di competenze e di buone argomentazioni, altrimenti si rischia di andare a fare una magra figura. Il risultato potrebbe essere ridondante, oppure noioso, questo lo si è potuto constatare nel tempo in numerosi casi analoghi.
I tedeschi Flaming Row di Martin Schnella (voce, chitarre) e Melanie Mau (voce) ritornano con questo concept dopo i buoni “Elinoire” (2011 Progressive Promotion Records), e “Mirage - A Portrayal Of Figures” (2014 – Progressive Promotion Records). Sono dunque passati quasi sei anni dall’ultimo lavoro e l’esperienza è accresciuta grazie anche ai dischi solisti dei componenti.  Il gruppo è composto oltre che dai citati, anche da Niklas Kahl (batteria) e Marek Arnold (tastiere). L’argomento a cui l’opera si ispira è tratto dalla serie dei romanzi “La Torre Nera” di Stephen King. Con loro si alternano numerosi special guest, oltre che la presenza delle orchestrazioni dirette da Eric e Nathan Brenton (Neal Morse Band), li andremo a conoscere nel corso dell’opera. Essa si suddivide in sei parti, a loro volta in altre più brevi. Il cartonato che come tradizione di ogni prodotto Progressive Promotion Records custodisce i dischi, contiene un libretto con i testi delle canzoni oltre che di tutte le informazioni necessarie anche sui musicisti che suonano in ogni singola canzone.
Il concept si apre con “A Tower In The Clouds”, e alla batteria Jimmy Keegan (ex Spock’s Beard). L’orchestra ci conduce in questo magico mondo della fantasia noir di King, una melodia gradevole e calma ci prende per mano nell’addentrarci per poi aprirsi in maniera epica. Il narrato ed il cantato sono in lingua inglese. La componente Prog si presenta immediatamente  in maniera efficace nel canto a cappella di scuola Gentle Giant a chiudere il brano.
“The Last Living Member” trova Lars Lehmann (Iontach) al basso, Johan Hallgren (Pain Of Salvation), Glynn Morgan (Threshold), Alexander Weyland (Traumhaus) e Mathias Ruck alle voci, oltre che a Melanie Mau. Gli undici minuti del brano rinchiudono cinematograficamente tutte le combinazioni che possono dare alla mente immagini durante l’ascolto, a partire dal momento epico a quello più introspettivo. Progressive dalle caratteristiche vigorose.
Il terzo brano contiene in se anche componenti Folk, un quarto d’ora di musica immaginaria, ad iniziare dagli arpeggi della chitarra ai frangenti onirici in stile Mike Oldfield. Fughe al confine del Metal Prog con l’incredibile batteria di Jimmy Keegan e poi whistle, violino, violoncello e tutta l’orchestra a seguire. Il paradiso per un Prog fans. Schnella alterna la chitarra acustica a quella elettrica, disegnando sempre assolo gradevoli. La prova vocale di Mau è come sempre impeccabile e priva di sbavature.
Adiacente giunge “The Sorcerer”, la suite più lunga dell’album con i suoi quasi diciotto minuti di musica. Flaming Row sono in una sorta di universo Ayreon, dove i confini degli stili spesso è sottile. Nei brani “The Final Attempt” e “The Gunslinger’s Creed” al basso c’è Dave Meros dei Spock’s Beard. Il primo è un piccolo gioiello Prog fra ballata, Folk Rock, King Crimson e Gentle Giant, il secondo in quindici minuti riassume un poco tutto il contesto raccontato.
Il disco esce in versione 2 cd, perché nel secondo si può ascoltare il tutto in versione strumentale, senza voci.
La scommessa dei Flaming Row è vinta, non banalità ma ricercatezza, anche nei suoni puliti e ben distinti. Un insieme che racconta non soltanto la serie della Torre Nera, ma anche un lungo tragitto del Progressive Rock, palesando una cultura dei componenti davvero elevata, i nomi che ci hanno lavorato poi vi fanno la spia. Da avere. MS


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