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mercoledì 15 luglio 2015

Syncage

SYNCAGE – Italiota
Autoproduzione
Genere: Alternative Rock
Supporto: EP – 2014


Però…che sorpresa!
I Syncage provengono da Vicenza e malgrado la loro giovane età, hanno già esperienza da vendere. Infatti la loro storia inizia da lontano, quando prima del 2008 i fratelli Nicolin, Matteo (voce, chitarra) e Riccardo (batteria) escono dall’esperienza Sour Sun, trio composto in età scolastica delle medie. Negli anni successivi mutano in line up, divenendo quartetto e così aumentano i concerti nel comprensorio, facendo acquisire loro esperienza ed amalgama. Ad oggi  la formazione oltre che ai fratelli Nicolin vedono Daniele Tarabini al basso e Matteo Graziani alle tastiere. Nel 2010 registrano un demo dal titolo “Crimson Skies Straight Ahead” contenente il brano omonimo della durata di dieci minuti ed il singolo “Embrace The Paradox”, mutando lo stile della band verso un suono più duro e diretto. Ma la musica proposta dai Syncage non è Metal, non è Alternative e neppure Progressive, bensì un insieme di questi tre stili. Questi non sono particolari di relativa importanza, quando in uno scenario musicale odierno si naviga in una tabula rasa di piattezza creativa. Il 2012 per i ragazzi è un anno di successi, sia live che di contest, ma altresì vivono un momento critico per la personalità, un momento di stagnazione artistica. E’ solo con il singolo “Hellhound” che nel 2014 i Syncage si sbloccano definitivamente.
Ed eccoci dunque qui oggi a parlare di questo ep dal titolo “Italiota” formato da tre canzoni, preludio per un album che molto probabilmente a detta degli artisti stessi, potrebbe vedere la luce nel 2016.
Il prodotto è accompagnato da un booklet esaustivo e ben preparato da Giulia Menta, con la digitalizzazione di Matteo e Riccardo Nicolin.
I tre brani sono cantati in inglese e si comincia con “Leas And Neckss” con voce jazzy e chitarra per addentrarci in un ritmo cadenzato e potente, un mix interessantissimo che spazia in numerose soluzioni a tratti anche spassose. Buono il cantato, sia nelle tonalità che nella pronuncia dell’inglese, molto spesso per noi italiani arma a doppio taglio. Questo brano in se racchiude moltissime influenze, ci sarà chi di voi potrà ascoltarci i Queen, chi gli Spock’s Beard, chi un istantaneo richiamo alla “Carrozza Di Hans” della PFM, in realtà l’insieme gode di assoluta ed efficace personalità, decisamente fuori dalla media delle band italiane.
A seguire arriva “Anxiety” con l’ospite Sean Lucariello alla tromba. Un avvolgente giro di basso con una chitarra elettrica in arpeggio non può che richiamare l’operato di certi Porcupine Tree, questo subito all’inizio dell’ascolto. Ma ancora una volta è solo sensazione di un istante,  così i Syncage voltano le spalle per cambiarsi il trucco, un passaggio nel Progressive Rock, stupore Yes e via… Il loro trasformismo è quantomeno ammaliante.
Dopo due brani di quasi sette minuti, si giunge alla conclusiva “Italiota’s Journey” di nove. Ancora una interpretazione vocale sopra le righe, teatrale e ficcante, mentre qui l’ospite ha il nome di Mauro Baldassarre al sax alto. Oscurità Pinkfloydiane era conclusiva di Waters aleggiano di tanto in tanto, ma il brano viaggia su melodie  efficaci e di facile memorizzazione, malgrado i numerosi cambi di tempo e d’umore. Una sorta di Queen Theater (scusate il gioco di parole, ma mi sembra efficace).
L’ep è terminato, ma adesso sono curioso di ascoltare un album dei Syncage e di questi tempi di piattume, come dicevo in precedenza, a me sembra quasi un capolavoro!

Avanti tutta ragazzi, non date retta a nessuno, neppure a me perché vedo che siete grandi! MS

Per contatti:  info@syncageband.com

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