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martedì 10 dicembre 2013

The Black Noodle Project

THE BLACK  NOODLE PROJECT – Ghosts & Memories
Progressive Promotion Records
Genere: Progressive Rock – Psichedelia
Supporto: cd – 2013



Dopo quasi tre anni di attesa, ritornano i francesi The Black Noodle Project per farci ascoltare il settimo lavoro da studio. Questo periodo di assenza non è passato incolume, si è assistito alla defezione del bassista Anthony Lètèvè e del tastierista Matthiew Jaubert e quindi come si disse per i Genesis, sperando che sia di buon auspicio di vendite….e rimasero in tre. La formazione è composta da Jeremie Grima (chitarra, basso, voce, tastiere), Sebastian Bourdeix (chitarra) e Fabrice Berger (batteria).
“Ghosts & Memories” prosegue il percorso intrapreso con il buon “Ready To Go” (2010), ma quello che risalta principalmente all’ascolto è una maggiore cura per gli arrangiamenti. Le atmosfere Dark presenti anche nei capolavori dei Pink Floyd come in “Whis You Were Here” ed “Animal” sono ancora una volta presenti, così lo stile musicale somiglia nuovamente a quello della band di Gilmour e Waters. Gli interventi sonori indirizzati verso il Metal fanno di tanto in tanto capolino, rendendo ancora più grevi le atmosfere.
L’album si apre con “The Wanderer Of Lost Moments”, canzone che potrebbe benissimo trovare spazio nella discografia degli Anathema, periodo centrale della loro carriera. Ascoltando questo modo di comporre, viene naturale anche un paragone con la band Porcupine Tree di Steven Wilson, oramai vero e proprio faro illuminante per molte delle band odierne che intraprendono il percorso Progressive Psichedelico.
“They Live, We Sleep” è una bordata vera e propria di suoni dedicati al Pink Floyd fans, brano strumentale che alterna acustica con chitarre elettriche trascinate in stile Gilmour. Sembra di tornare negli anni ’70 e nell’album “Obscured By Clouds” con la successiva “The Owis (Are Not What Thy Seem)”, questa tuttavia resta la prerogativa di tutto l’album.
Musica da ascoltare con attenzione, che deve essere affrontata con una preparazione psichica adeguata, per poter meglio affrontare il viaggio proposto ed apprezzarne al meglio i passaggi. Fatelo con “Voices From Yesterday” e ne trarrete vantaggio anche fisico oltre che mentale.
Profondità di carattere, la band nulla lascia al caso, curando ogni aspetto delle composizioni, dagli effetti sonori alla registrazione stessa, davvero ben effettuata. “Ghosts” è uno dei frangenti più alti del disco che a questo punto chiamerei anche opera.
Si chiude con “A Purple Memory”, puro Porcupine Tree style era “Up The Downstair”, nervoso e cadenzato, aperto ad ampie schiarite.
Un disco nella sua integrità oscuro, ma composto d’aria, aperto, sottile e delicato e chi segue il genere in analisi sa bene dove vado a parare, tutti gli altri non devono esimersi dall’affrontare questo nuovo percorso sonoro, sicuramente alcuni di voi ne resteranno folgorati. La Francia non è nuova a belle sorprese in ambito e faccio anche i complimenti ad Oliver Wenzler, per aver assunto nella propria scuderia, la Progressive Promotion Records, questa band che sicuramente negli anni farà parlare di se. Noi italiani arriveremo a capirlo solo fra qualche anno, è inesorabile. (MS)

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