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lunedì 23 settembre 2013

Insonar

INSONAR – L’Enfant Et Le Mènure
Lizard Records
Genere: Sperimentazione/Avantgarde
Supporto: 2cd – 2013



Questa volta vorrei cominciare a parlare della realizzazione a partire dal Packaging, uno sforzo realizzativo che esula dai prodotti odierni. Un ritorno al piacere di approcciare la musica anche con il tatto e l’occhio, cosa che si è persa nel tempo con l’uscita (quasi definitiva, salvo ritorni di fiamma) dell’LP. Autografato e numerato a mano, esso comprende un booklet di 48 pagine rappresentato dai dipinti di Berlikete (Marcello Bellina) e dai mosaici di Arend Wanderlust. Chi sono gli artefici creativi? Claudio Milano (Nichelodeon), personaggio di spicco nel settore sperimentale italiano, conosciuto ai più per i suoi approcci vocali anche in stile Demetrio Stratos e soprattutto  da Teatro Della Voce e Marco Tuppo, Musicista e poeta anche nei Nema Niko e nei Notturno Volgare. In questo viaggio composto da diciotto brani, si coadiuvano di numerosi artisti, ben sessantadue, tanti nomi di spicco specialmente nel campo del Progressive Rock come Trey Gunn , Pat Mastellotto, Elliott Sharp, Walter Calloni, Paolo Tofani, ma anche Ivan Cattaneo, Nik Turner e a seguire tutti gli altri.
“L’Enfant” è il titolo del primo cd che si presenta con pirotecniche manifestazioni fonetiche eseguite in lingua latina. L’ascolto stereofonico esalta il risultato, solo voci e marimba suonati da Calloni e Cacciola. Il titolo è “The Simpsons Sing Gounod”.
Divertente come una filastrocca ed ottimamente arrangiata “L’Estasi Di Santo Nessuno” riporta a noi anche uno degli artisti che spesso ha saputo deliziarci negli anni con le sue canzoni anche irriverenti, al confine fra il Punk e la canzonetta, Ivan Cattaneo.
Parole in movimento, sillabate, scandite ed esaltate in “La Stanza A Sonagli”, un approccio alla struttura canzone differente, grazie anche all’alternarsi di suoni e strumenti. Squarci di musica e frequenze in differenti tonalità, una vetrina per l’ugola di Milano.
Cantata in inglese “Thief Of Toys”, canzone in crescendo dal profumo antico, scorre sopra un tappeto pianistico solo inseguito dal sax baritono di Ralph Carney. Guardando un fiore nel ricco libretto che accompagna il doppio cd, “L’Investigasogni” scava dentro, trattiene e lascia l’ascolto in sospeso, così lo stato d’animo. Carillon ed elettronica riportano la mente ai tempi dell’infanzia  in “Menura Latham”, operazione sperimentale non accademica ma prettamente sensoriale. Suoni per ricordare, ma non per focalizzare se si tratta di sogno o realtà. Viviane Houle ci stravolge con la voce in “Gallia#1” in una sensazione onirica predominante. In“Venus In Furs” ci si accinge ad ascoltare uno dei momenti migliori del disco, con Mastellotto alla batteria.
La filastrocca è un arma che Milano adopera spesso, “Dieci Bambini Cacao” ne è conferma, mentre “Hamelinvoice” chiude il disco con fragranze mediterranee miscelate a stili vocali differenti, nuova vetrina per il vocalist.
A questo punto non è certamente difficile intuire cosa attendersi dal successivo cd2 “Ashima”. Una preghiera accoglie l’ascolto, “Liberami Tabernacolo Erotico”, in perfetta sintonia con quanto ascoltato in precedenza. Claudio Milano non è attratto dallo stile vocale di Stratos in tutto e per tutto, il cantante degli Area negli ultimi momenti della sua vita ha tentato di avvicinare il proprio lavoro sulla voce anche alla formula canzone, “1978 Gli Dei Se Ne Vanno, Gli Arrabbiati Restano” ne è gradevole testimonianza. Quello che in questo monumentale lavoro si percorre è invece un approccio più duro, ristretto e profondamente legato al significato suono-parola, quasi una derivazione della lallazione.
“Song To The Siren” è un altro movimento psichedelico ed etereo, cantato in inglese. Oscuro e spettrale il finale. Ci si cimenta in spagnolo con “Canciòn Del Jinete” per poi ritornare alla filastrocca ed alla polifonia in “La Torre Più Alta”, uno degli impegni fonetici più impegnativi dell’album. Breve poesia in francese “Plaisir D’Amour”, mentre “Warszawa” è pressoché il sunto dello stile InSonar. “Gallia#2” e “Medina” chiudono il secondo cd con pacatezza e leggiadria.
Ovviamente avrete capito che non si tratta di un lavoro musicale banale ne tantomeno scontato, serve all’ascolto concentrazione e voglia di lasciarsi trasportare. Con questo Milano vuole soltanto spiegarci che la musica è un dono, dunque cogliamolo. (MS)



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