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sabato 26 novembre 2011

Tiago Della Vega

TIAGO DELLA VEGA - Hybrid
SG Records

Distribuzione italiana: si
Genere: Virtuoso / Shred
Support: CD - 2009



Tiago Della Vega è considerato dalla critica il chitarrista più veloce del mondo e questo gia basterebbe per fare incuriosire tutti gli amanti dello strumento. Proveniente dal Brasile, Tiago studia la sua chitarra acustica dalla tenera età di cinque anni, per poi passare immediatamente dopo a quella elettrica. Di conseguenza frequenta il conservatorio ed inizia la propria carriera artistica con band come After Dark e Fermatha. Per la sua caratteristica peltrata, Tiago appare anche nei Guinnes Dei Primati nel 2006 e nel 2008, quando, eseguendo il volo del calabrone a 38 dps, riesce a convincere nuovamente la giuria. “Hybrid” è l’album su cui l’artista conta molto, portandolo in tutto il mondo fra seminari e concerti, passando dall’America del Sud all’Europa e persino nell’ estremo oriente.
Il disco è suddiviso in otto tracce per la breve durata di ventisette minuti e mezzo. Se consideriamo che bisogna ascoltare numerosissime scale eseguite alla velocità delle luce, credo che il minutaggio sia più che giusto. Ma attenzione, non stiamo parlando di un disco dove la tecnica regna sovrana, c’è lo spazio anche per il cuore, ci sono frangenti emotivi e delicati, come in “Destiny”. Tastiere e chitarra ci raccontano un viaggio sentimentale che solo alla fine si lascia trasportare dall’impeto dello strumento. “Caprice 24” gode di classicismo, una musica prettamente più sinfonica , legata alla classica, un poco come ama fare il suo “rivale” J.Y. Malmsteen”. Il disco poi è condito da diverse idee (non a caso “Hybrid” è il titolo), con “Lost” infatti si privilegia il Metal , più cadenzato e vicino anche a certe scale di stile orientale. Altra vetrina di tecnica e barocchismo classico misto a Metal Progressive è l’ottima “Violet Rose”, peccato solamente per un accompagnamento non proprio all’altezza, gli arrangiamenti a mio modo di vedere andrebbero più curati. Questo assolutamente non sminuirebbe il lavoro alla chitarra di Tiago, ma a mio avviso lo esalterebbe nell’insieme, facendo guadagnare in corposità l’ascolto. Più “Progressive” il brano “Distant Dreams”, con qualche puntata nel jazz a dimostrazione della malleabilità di questo bravo artista. Per il sottoscritto è il momento migliore del disco. Non siete convinti della sua tecnica? Per togliere ogni dubbio qui c’è proprio il “Volo del Calabrone”, 48 secondi di velocità pazzesca! Chiude il disco “Acalanto”, altro frangente più metallico e comunque sia variegato come bene o male ci siamo abituati ad ascoltare.
In conclusione “Hybrid” è si un palcoscenico di tecnica, forse questo a molti di voi potrebbe dare fastidio, ma la musica è comunque considerata, le melodie variano e l’ascolto procede bene senza troppe asfissie.

Ovviamente chi di voi ama lo strumento in esame troverà tutto questo estremamente interessante, agli altri consiglio un ascolto preventivo, magari proprio su internet, sia per la tecnica:http://www.youtube.com/watch?v=VnEgf8yiOEk
che per la musica:http://www.youtube.com/watch?v=U1-PZCZtTXM&feature=related

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