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giovedì 3 gennaio 2013

Tempus Fugit

TEMPUS FUGIT - Chessboard
Masque Records
Distribuzione italiana: -
Genere: New Prog
Support: CD - 2008



Ho avuto il piacere nel 1999 di imbattermi con questo quartetto brasiliano, comperai “The Dawn After The Storm” e ne rimasi colpito. Una volta documentatomi su internet, notai che nel 1997 il debutto si intitolava “Tales From A Forgotten World” . Purtroppo non so dirvi nulla al riguardo in quanto non sono mai riuscito a reperirlo. Tuttavia nel corso degli anni resto sbalordito dal fatto che una band del genere non abbia avuto la meritata considerazione. Passano gli anni e più nessuna traccia della band. Ma la sorpresa arriva nove anni dopo, cioè nel 2008, quando “Chessboard” fa capolino negli scaffali di dischi. La band nel frattempo ha cambiato il bassista , Andrè Luiz lascia il posto ad Andrè Ribeiro, per il resto la line up resta invariata con Ary Moura alla batteria, Andrè Mello alle tastiere ed Henrique Simòes alla chitarra.
Tempus Fugit, ma non per i nostri progsters, perché per loro sembra essersi fermato e nel nuovo “Chessboard” c’è sempre quel New Prog spesso sinfonico che tanto mi aveva colpito nel suo predecessore. Ovviamente l’esperienza è cresciuta e si sente, l’affiatamento strumentale è ottimo, i brani sono tutti gradevoli a cavallo fra tecnica e melodia “ruffiana”. Si denota in maniera evidente l’anima Sud Americana, i suoni sono solari. In “Chessboard” ci sono tutti gli elementi che un amante del Prog vorrebbe sempre ascoltare, dalle tastiere abbondanti e roboanti agli assolo di chitarra. “Pontos De Fuga” apre il disco ed è una strumentale suddivisa in due parti dove la chitarra si lancia in un buon refreain di facile memorizzazione. Più introspettiva “Unfair World” cantata da Mello, la struttura canzone è sempre tenuta in considerazione, come il genere New Prog generalmente richiede. Non si ricercano strutture complesse, ma si lascia libertà alla melodia. Le parti cantate non sono le migliori, perché il New Prog pretende una interpretazione profonda, quanto meno vicina al recitato, come Peter Nicholls degli IQ o Fish dei Marillion, Alan Reed dei Pallas e Barrett dei Pendragon ci hanno insegnato. Certo, i Tempus Fugit godono di propria personalità e non hanno intenzione di scimmiottare questo o quell’artista, per cui potrebbe anche essere una scelta giusta e rispettosa. Molto meglio in “Only To Be With You” dove il piano di Mello compone tessiture sonore di raffinata bellezza. Anche qui le parti strumentali sono le migliori, quelle che ti fanno pensare ad occhi aperti, specie sopra il solo della chitarra di Simòes. Sensazioni più antiche rivolte verso un Prog più datato le riscontro in “The Princess” in stile Genesis, canzone suddivisa in due parti. Bellissima la conclusiva title track “Chessboard” , qui i Tempus Fugit lanciano tutti i loro fuochi d’artificio.
Un ritorno gradito, la testimonianza che anche il Brasile oggi ha ottimi artisti e spero davvero che questa volta abbiano più fortuna, perché la meritano. MS

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