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venerdì 1 giugno 2012

Terre Differenti

TERRE DIFFERENTI - Cities of Dreams
Different Land

Genere: World Fusion
Support: CD - 2006




Quando elementi etnici si fondono con la musica elettronica ed il Jazz, allora nascono frutti come Terre Differenti. Il progetto prende forma con Fabio Armani (leader e produttore) ed Alessandro D’Aloia (batteria) nel 1998, anche se le radici si perdono negli anni. Oggi la band è costituita da più elementi provenienti da diverse parti del mondo, ecco allora esplodere un connubio perfetto, dal sapore mediterraneo ma non solo. La casa Different Land nel 2000 produce il primo cd della band proprio dal titolo “Terre Differenti”, mentre oggi con l’ausilio dell’etichetta indipendente Opensound è la volta di “Cities Of Dreams”.
La musica è calda, sinuosa, grazie all’uso degli strumenti tradizionali miscelati con quelli prettamente etnici, con una sferzata di elettronica ad amalgamare il tutto. Le culture si uniscono, la musica “arabeggiante” si fonde con il sole delle nostre note, “Kam Ma Kam” ne è perfetto fotogramma. Ma si comincia con “Different Lands”, un salto veloce e repentino nell’umanità intera, dove tutto gira intorno alla comunicazione verbale. Il sax di M. Conti e la voce sussurrante di Y. Sannino ci introducono in questo viaggio mentale da affrontare senza freni inibitori. Aria, suoni, profumi di ozono ci pervadono con “God Of Thunder”, dove i Samplers di Armani catapultano la mente in lidi New Age. Dolcissime le note di chitarra e piano che introducono “Flower Of Sorrow”, come la voce di E. Antonimi, adoperata come uno strumento. Il suono diventa caldo nelle dune del deserto, gli interventi di H. Ata infondono sensazioni di luce in “Beyond The Dunes”. “Under Moons Of Jade” è un episodio più sperimentale, pur restando nei canoni dell’opera, ottimo il delizioso apporto ritmico di F. Ferrari al basso e da D’Aloia alla batteria. Si va delineando un perfetto connubio fra terra, uomo e vibrazioni sonore. Scale Jazz in “Jaded Moons”, dove ancora una volta il sax di Conti si esprime al meglio, così la voce di Antonini. La breve e pianistica “Mirror” si ascolta ad occhi chiusi e porta dritti verso “Love Beyond Deserts”, un titolo, una immagine musicale, forse la più bella dell’album. Ancora velluti sonori con “Dance For The Moon”, i Terre Differenti sono come una porta aperta nella mente, varcata la quale non esistono ne stress, ne caos, quelli che siamo costretti a subire nella realtà quotidiana. “Lost In Her World” racconta questo sogno per mezzo della voce di Sannino e melodie rassicuranti. Più ritmata “Splinters Of Reality” , mentre la conclusiva “CitiesOf Dreams” con i suoi nove minuti ci riconduce in territori mediorientali.
“Cities Of Dreams” è una piccola boccata d’aria in questo mondo sonoro inquinato da sonorità disturbanti e feroci, se avete bisogno di una pausa di riflessione i Terre Differenti fanno per voi. MS

Contatti: www.citiesofdreams.com www.differentlands.com



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