Pagine

sabato 16 giugno 2012

PROG ROCK: RECENSIONI BREVI




OPETH "Ghost Reveries" (Roadrunner-2005)
Gli Opeth proseguono come uno schiacciasassi nel cammino dei capolavori. Ogni nuova realizzazione è un gioiello a se. Anche questo prodotto riesce ad unire molti generi, pur rimanendo sempre dentro la cappa oscura del Metal decadente. Cantato in Growling si alterna a quello nitido di Mikael Akerfeldt, stupendo protagonista di tutte le performance vocali. Interventi acustici si alternano ad altri irrimediabilmente drammatici, tenendo sempre alta la capacità di stupire con melodie toccanti. L'esperienza con Steven Wilson (Porcupine Tree) è stata importante e se ci aggiungiamo una produzione pressoché perfetta allora l'acquisto è obbligatorio. Voto 8



PORCUPINE TREE  "Deadwing" ( Lava-2005 ) 
Capolavoro!. Ripercorrendo l'evoluzione intrapresa con il precedente "In Absentia" , con un attenzione maggiore verso l'impatto Metal, si rivolge nuovamente ad un pubblico attento ed eterogeneo. Molta carne al fuoco, come solo i nostri e pochi altri sanno fare, anche le influenze Pinkfloydiane sono ancora presenti, ma oramai i Porcupine Tree sono un marchio di fabbrica a se stante. In evidenza "Deadwing", Lazarus"  la mini suite "Arriving Some In Here". Voto: 10



RETROHEADS " Introspective" 2006
Davvero tanta carne al fuoco in questo ultimo lavoro dei Retroheads, ma questo si sa che è nel loro stile. Solite influenze, Pink Floyd, King Crimson, Spock's Beard e chi più ne ha più ne metta. Un disco Prog Doc per una delle nuove leve che, sono sicuro, nel tempo sapranno donarci veri e propri capolavori.  Alzate il volume. Voto 8



RITUAL "Think Like A Mountain" (Insideout-2003)
La Insideout ha l'occhio lungo, pardon, l'orecchio, chissà perché nella sua scuderia ci sono sempre i migliori! Ecco un altro gruppo svedese con le contro"scatole". Da questo quartetto esce una musica potente, unica, un Prog Folk dall'immensa presa. Riescono ad essere duri  e melodici con una facilità strabiliante. La voce una volta tanto è bella, cosa rara per il genere. "Once The Tree Would Bloom" è uno dei brani più belli che ho ascoltato negli ultimi cinque anni. Esempio di come si concepisce, si suona e si produce un disco. Ancora siete lì? andate a comperarlo, cosa aspettate? Voto 8



ROCKET SCIENTISTS " Revolution Road" (Frontiers-2006)
Il tempo vola, si sà, e non sembrano nemmeno passati sette anni dal bellissimo "Oblivion Days", ma così è. Il Prog del barvissimo tastierista Erik Norlander, marito di Lana Lane, è pressoché immutato nel tempo, sinonimo di qualità e di amore per il genere. Nel doppio cd si possono ascoltare passaggi strumentali molto belli, ma anche ottime melodie di facile presa che a volte vanno a sforare nel Metal Prog. Speriamo di non dover aspettare altri sette anni per poter godere di questa musica. Voto 7,5



RPWL "World Through My Eyes" (Insideout-2005)
Che spettacolo! Chiamarli i nuovi Pink Floyd è forse restrittivo, loro sono gli RPWL e basta! Ecco il disco della maturazione, dove la psichedelia si abbraccia con il Progressive creando un sound a se. Che questa sia la nuova strada da seguire in ambito Progressive? Questi quattro giovani tedeschi ci stanno tentando. I brani sono tutti belli, veramente, cito "Roses" solo per dire che è cantato dall'ex Genesis Ray Wilson. Cosa dire..... lasciatevi emozionare. Voto 9



SATELLITE "Street Between Sunrise And Sunset" (MMP-2003)
Francamente dalla nomea che sentivo nel circuito Prog mi aspettavo chissà quali risultati da questo gruppo, in effetti siamo al cospetto di un buon disco New Prog con influenze di Iq, Pendragon e compagnia bella, ma niente di speciale. Non mancano comunque picchi emozionali davvero efficaci, ma sono solo frangenti. voto 6,5



SEVEN REIZH "Strinkadenn Ys" (Musea-2002)
Disco consigliato a chi ama il New Progressive e certe sonorità all'Arena, tanto per intenderci, questo per quello che riguarda il lato strumentale, mentre la voce femminile richiama atmosfere enfatiche. Il prodotto è buono, ma certi plagi come quello nel brano iniziale nei confronti di "Shine On You Crazy Diamond" dei Pink Floyd si possono risparmiare. Nelle fughe strumentali acustiche danno sicuramente il meglio di loro, diciamo per ora che le idee ci sono, teniamoli d'occhio...Voto 6



SORRENTI ALAN "Aria" ( Harvest -1972)
Ricoprire un artista ed un disco come "Aria" oggi è un piacere più unico che raro. Alan Sorrenti è distante da quello commerciale che tutti conosciamo ed in questo disco si cimenta in performance vocali del tutto sperimentali. La musica è bellissima, il lato A dell'lp è completamente coperto da un solo brano, "Aria", con il violino di Jean Luc Ponty e la batteria di Tony Esposito. In questi venti minuti c'è tutta la migliore ricerca del Rock Progressivo italiano. La ballata "Vorrei incontrarti"è un momento di grande enfasi, per il resto buona musica che il nostro Alan nel futuro raramente riuscirà ad eguagliare. Per sua fortuna il successo commerciale lo raggiungerà con "Figli Delle Stelle", per la nostra di Progfans c'è "Aria", in tutti i sensi... Voto 7



SPOCK'S BEARD "Octane" (Insideout-2005)
Il nuovo percorso degli americani è lievemente cambiato dal precedente lavoro. Il suono è meno metallico anche se sempre energico. Una maturazione ulteriore da parte di Nick D'Virgilio dietro al microfono (sempre più a suo agio) è evidente. I brani sono studiati, eclettici, misti fra un ruffiano modo di concepire la musica prettamente americano e soluzioni geniali. Chi li dava per finiti dopo la famosa dipartita di Morse viene smentito spudoratamente, mentre chi li vedeva come nuovi messia del Prog deve darsi una ridimensionata. E la verità allora dove sta? Ovviamente in mezzo! Voto 7,5



SPOCK'S BEARD "Spock's Beard" (Insideout-2006)
...E proseguiamo imperterriti il discorso intrapreso con "Octane", ma questa volta devo dare per definitiva la fine della vena sperimentale, quella che fa definire il genere Progressive. I nostri oramai hanno trovato il loro standard (vedi la fine dei Genesis) e Di Virgilio pur maturando ulteriormente è quasi irritante quando fa il verso a Neal Morse (ex cantante). Che dire, un bel disco, senza dubbio sopra la media delle uscite, ma aimè the game is over. Voto 6,5



STANDARTE "Standarte"(Black Widow)
Spettacolare disco questo del trio Daniele Caputo (batteria e voce), Michele Profeti (tastiere) e Stefano Gabbani (basso). Un Dark Prog raffinato, grezzo e potente allo stesso tempo, quasi uno sbalzo nel tempo. Le tastiere di Profeti sono l'epicentro dello stile, Hammond e Mellotron a profusione per un ascolto in apnea da gustare senza soste. Voto 8



TEN MIDNIGHT "Ten Midnight"
Disco d'esordio per questi ragazzi bolognesi dalla buonissima volontà. Il loro è un Prog tendente verso sonorità Heavy. Le influenze anni '70 si sentono in qua ed in là, ma ancora si pecca in personalità. L'evoluzione del gruppo, con i brani più recenti, è iniziata, ora non ci resta che attendere la maturazione. Il seme è stato messo. Voto 6



TEN JINN "As On A Darkling Plain" (Record Heaven- Musea-1999)
Questi americani sano davvero il fatto loro, hanno assimilato in pieno la New Prog e la rielaborano al meglio con brani melodici, a tratti chitarristici ed altri più propensi alle tastiere. Echolyn , Pendragon, Jethro Tull e tanto altro il genere ha saputo partorire. Un disco che non deve mancare negli scaffali di chi ama Il New Progressive! Voto 7,5



TRISTAN PARK "Looking Homeward" (Cyclops-1998)
Personalmente mi attendevo di più da questi americani, le carte in regola le hanno, il genere, un Rock Progressivo di facile assimilazione, con richiami agli anni '80, cambi di tempo, una voce aggressiva, ma sembra che manchi qualcosa. La produzione poi non aiuta di certo. Non mancano comunque ottimi spunti come nelle due suite "An American Tragedy" e " An American Tragedy-2" veramente belle, ma in complesso il disco non decolla... Voto 5,5



THE TANGENT "The Music That Died Alone" (Insideout-2003)
Fra i supergruppi che imperversano in questo mondo Prog, i The Tangent sono senza dubbio fra i più interessanti. Essi sono un connubio fra The Flower Kings (Stolte , Reingold e Csoraz) e Parallels Or 90 Degrees (Baine ed il leader Andy Tillison). La forgiatura sonora fra i suddetti è meravigliosa, musica di grande qualità e ricca di cambi di tempo.  Richiami Canterburyani, accenni anni '70, influenze Soft Machine e Van Der Graaf Generator. Ma a che serve rovinare le sorprese? Basta che vi dico che è un gran disco, giusto? Voto 8



THE VOW  "Devil In Disguise" (Self produced-2005) 
Ritorna l'eccellente duo tedesco dopo il debutto del buon "After World". I nostri si migliorano, sia in campo d produzione che di composizione. Le influenze girano ancora intorno a tutto l'universo New Progessive, con evidenti richiami IQ & company, ma la ricercatezza delle melodie e l'enfasi stessa dei pezzi danno una tonalità unica al disco dimostrando di essere gruppo dalla buona personalità.Voto 7,5



TWIN AGE "Moving The Deckchairs" (2000)
Che peccato.... il disco era incominciato alla grande con un brano dalle atmosfere un poco Dark, "Days Long Gone", con doppia voce maschile e femminile veramente molto toccante! Buone melodie anche nella successiva "It Never Ends" ma poi il disco inspiegabilmente precipita nell'anonimato con certe soluzioni francamente spiazzanti e scontate per un gruppo della caratura dei Twin Age. Speriamo che i nostri possano rifarsi al più presto, per ora rimandati! Voto 5



ZELLO "Quodlibet" (Kaewa Records-1999)
Gruppo scandinavo di Prog Sinfonico prossimo al New Prog. In questo buon disco la differenza la fa il violino elettronico di Lennart Glenberg-Eriksson. Molto bella l'iniziale "I Will Be The Wind", mentre troppo logorroica la suite "Zwecia". Voto 7,5



YOLK "Yolk" (Fazzul Music- 2003)
Mamma mia che musica! Per chi non li conoscesse i Yolk sono un trio svizzero composto da Beat Burkhard (basso), Willi Riechsteiner (Chitarre) e Rèmy Strauli (Batteria, tastiere e voce). Questo è il loro quarto lavoro, sicuramente il più maturo. Si ascolta di tutto in questo lungo cd lungo più di 70 minuti, si hanno invenzioni compositive notevoli, grandi riferimenti al jazz, agli Area, a tutta quella musica non scontata ma di ricerca. Ma il pregio di "Yolk" sta nel non annoiare, perfino le parti cantate sono ricercatamente "spiritose". Geniali! Ricercatori del nuovo, fermatevi per un lungo periodo, non credo possiate trovare oggi di meglio, siete arrivati! Voto 8



XII ALFONSO "Claude Monet Vol.1" (Musea-2001)
Un delicato acquerello sonoro questo primo volume dei francesi Douze Alfonso. Prog di matrice strettamente transalpina, con tanto di parlato come piace a loro e questo a molti potrebbe dare fastidio, o per meglio dire annoiare. Non ci sono fughe strumentali di nota, tutto viaggia mestamente fra pianoforti e fisarmoniche, sempre con buona tecnica, ma con qualche pausa di troppo. Forse se "Claude Monet" anzi che essere diviso in diversi volumi fosse stato riassunto in uno solo, ora saremmo qui a parlare di un capolavoro...peccato. Voto 6

AD INFINITUM "Ad Infinitum"
Questo prodotto è mirato a tutti coloro che amano le geometrie New Progessive, consigliato soprattutto a chi ama i Pendragon ed i Lands End. Evoluzioni strumentali veramente soddisfacenti, soprattutto nei frangenti di chitarra. Buonissima anche la parte tastieristica, unico neo forse è dato dal prolisso cantare, sicuramente meglio se fosse stato più limitato.Voto 7



AKINETòN RETARD "Akinetòn Retard" (Lizard-2001)
Siete fra quelli che cercano nel Progressive un mondo assolutamente nuovo e non commerciale? Siete fra coloro che amate sparare un nome assurdo ai vostri poveri ed ignari amici che ascoltano musica? Chi meglio di questi Cileni per stupirli? Nel disco praticamente quasi tutto strumentale, andate incontro ad acidità Crimsoniane ricche di fiati e soluzioni vocali alquanto bizzarre. Ricerche sonore miste a Free Jazz, veramente tanta fantasia fra i solchi. Chi ama la melodia per se stessa troverà questo disco ostico e forse non reggerà a tutto l'ascolto, ma chi cerca "novità" ha pane per i propri denti! Voto 6,5



BLIND FAITH "Blind Faith" (Polydor-1969)
Uno dei primi supergruppi che la storia del Rock ricordi, basta citare la provenienza dei membri, Cream, Traffic e Family. Gli artisti sono Eric Clapton, Stevie Winwood , Ginger Baker e Rich Grech. La copertina del disco è una delle più famose al mondo e forse anche fra le più criticate, una bambina adolescente nuda con in mano un aereo dall'allusiva forma. Allora questo è un capolavoro? Purtroppo no, salvo qualche momento come in "Presence Of The Lord", per il resto sembra che l'alchimia fra il gruppo non sia affiorata. Il flop è evidente, malgrado ci siano diversi passaggi interessanti, tanto che il supergruppo si scioglie immediatamente. "Blind Faith" , una breve presenza un segno poco tangibile. Voto 6



CATAPILLA  "Catapilla" (Vertigo 1971)
Questa dei Londinesi Catapilla è una vera e propria ricerca sonora, una strana formazione con alla voce Anna Meek, Graham Wilson alla chitarra e Robert Calvert ai fiati. Uno dei lavori più belli in assoluto nel genere con contaminazioni sinfoniche, Jazz,Funky, interventi di Sax e la voce di Anna a volte spaventosa. Come ogni disco Prog degli anni '70 è composto prevalentemente da suite, la prima si intitola "Naked Death" (15:38 min) e la seconda "Embryonic Fusion" (24:08 min). Disco di grande effetto, senza tempo, consigliato a tutti coloro che concepiscono  la musica come una sfida contro le proprie emozioni. Voto 7



CIRCULUS  "Clocks Are Like People"
Formazione a sette per questo strambo gruppo di Progressive Rock dalle tinte Folk. Il periodo è quello mitico degli anni '70 e la musica che andiamo ad ascoltare in questo lp è sostanzialmente da figli dei fiori, pur avanzando una marcata vena Rock. I fiati contribuiscono di molto a far volare i brani, tutti piacevolmente leggeri ma mai scontati. Voce maschile e femminile ed un risultato davvero sorprendente per i stilemi di quella volta. Dategli un ascolto Voto 6,5



COLOSSEUM "Valentyne Suite"  (Vertigo-1969) 
Bisogna rispolverare assolutamente lavori che hanno fatto la storia! Musica colta, Jazz Rock da brivido questo "Valentyne Suite". La lunga suite omonima è da considerarsi un capolavoro, da sola vale il prezzo del disco. Incastro perfetto fra tastiere e sassofono, maturazione sonora dei Nice, ed il resto scopritelo voi! Dave Greenslade ha parlato! Voto 8,5



DEUS  EX MACHINA "Cinque" 2002
E' sempre un piacere ascoltare un disco dei Deus Ex Machina, la loro esperienza è decennale e si sente! La meravigliosa voce di Piras mi fa venire i brividi, uno dei pochi veri cantanti del Prog italiano. Impossibile non ricordare Stratos vista la somiglianza. Ma è l'insieme che lavora alla grande, i brani nei momenti strumentali si avvicinano molto ai King Crimson, ma con l'impronta mediterranea che contraddistingue la nostra musica. Il canto è a volte in latino ed altre in italiano. Voto 7



DIFFERENT LIGHT "All About Yourself" (Different Light-1996)
Questa volta ci trasferiamo nell'isola di Malta per incontrare un complesso della Valletta composto dalla classica formazione a quattro. Sono spudoratamente Marillioniani e Pendragoniani, quindi attaccati al New Prog anni '80, ma credetemi, lo sanno fare veramente bene. Un buon songwritting ricco di facili melodie coglie subito nel segno a partire sin dalla prima canzone. Il disco non annoia mai, grazie alla varietà dei brani ed alla buona tecnica esecutiva dei nostri. I cambi di tempo sono ovviamente presenti, soprattutto nelle due mini suite "Burning Memories" e "The Debris Of Dreams". Peccato che di loro ne ho perso notizie, mi sarebbe piaciuto riascoltare nuovi brani. Voto 7



ETC "Tales Of Ardour & Deceit" (Musea-2003)
Non si grida assolutamente al miracolo, ma ascoltare la suite d'apertura di questo gruppo che (perdonate l'ignoranza) non conosco, mi ha fatto ben sperare per il proseguo dell'ascolto. Perplessità immediate per una produzione non troppo curata e per una voce francamente non proprio all'altezza ( registrata bassa rispetto la musica), ma nel complesso non posso bocciare un lavoro che di tanto in tanto ha saputo emozionarmi con vari cambi di tempo e melodie toccanti. Un altro pregio di questo lavoro sta nella difficile inquadrabilità stilistica, si spazia dai King Crimson agli EL&P, poi si toccano i Genesis, insomma veramente di tutto. Ottimi gli interventi del sax e con il passare dell'ascolto l'interesse sale. Ovviamente i momenti migliori sono quelli strumentali. Francamente mi sono segnato il loro nome nel mio taccuino, vediamo in futuro.Voto 6,5



FUZZY DUCK  "Fuzzy Duck" (Akarma-2001) 
Interessantissima ristampa della sempre attenta Akarma questa della papera Hard Prog. Il gruppo è assistito da Mick Hawksworth, bassista degli Andromeda. Il disco è impegnato fra tastiere e chitarre Hard Rock, con simpatiche parti corali. Veramente spassoso. Nella ristampa possiamo godere anche di quattro brani in più, tre 45 giri ed un inedito, cosa volete di più? Voto 8



FLAMBOROUGH HEAD  "Tales Of Imperfection" (Cyclops-2005)
Questo è il classico disco che ogni Prog fans vorrebbe sempre ascoltare. Nel quinto lavoro in studio di questi Olandesi aleggiano le influenze più importanti del genere, un connubio fra Genesis, Sebastian Hardie, Pink Floyd, IQ, Sinkadus e Mostly Autumn. Fughe strumentali, cambi di tempo, duetti fra chitarra elettrica e tastiere da brivido, per non parlare poi degli interventi del flauto di Margriet Boomsma. Insomma c'è di che nutrire la mente, non resta che reperirlo. Voto 8



HENRY COW "In Praise Of Learning" (Virgin-1975)
Senza dubbio uno dei combi più Progressivi della storia del genere! In questo loro quarto lavoro possiamo ascoltare veramente di tutto, a partire da improvvisazioni no stop a stacchi di tempo a dir poco fuorvianti. I King Crimson a confronto hanno sperimentato poco, tanto per rendere l'idea. La formazione è a undici, ci sono trombe, oboe, violini, sassofoni, clarinetti per un risultato finale invitato ad orecchi forgiati. unici. Voto 8



IL CASTELLO DI ATLANTE "Quintessenza"
Quanto siamo bravi noi italiani a fare questo genere di musica! Spettacolare disco dalle melodie toccanti in cui la tecnica del gruppo fuoriesce alla grande. Sembra di ascoltare "Forse Le Lucciole Non Si Amano Più" dei mitici Locanda delle Fate in versione moderna. Spaziose soluzioni e tante emozioni che non dovete assolutamente farvi sfuggire. Voto 8



ILUVATAR "A Story Two Days Wide..." (Musea-1999)
Come dice il titolo della rubrica, sarò breve, qui le chiacchiere contano poco, ottimo Prog per un gruppo al quarto disco che ha saputo sempre migliorarsi. Veramente tanta carne al fuoco, sicuramente il New Prog per loro è stato molto importante, ma proseguendo gli ascolti ci si rende conto che hanno saputo assorbire tutte le lezioni che i più grandi maestri del genere hanno saputo elargire. a tratti sembra di ascoltare i Genesis di Collins compresa la sua voce (a volte anche troppo)! Comunque sia credetemi, nell'ultimo brano suite ho goduto non poco e poi in un mondo musicale dove molti imitano Gabriel, per una volta che imitano Collins non facciamone un dramma. Ma che musica..... Voto 7,5



IL SEGNO DEL COMANDO "Der Golem" (Black Widow-2002)
Ecco un prodotto per le anime Progressive più oscure. Entrate nel tetro mondo del Segno Del Comando guidati dalla voce di Mercy e scoprirete nuove emozioni! I momenti strumentali sono toccanti ma anche freddamente cupi. Le tastiere di Franz Ekurn sono sempre presenti, angoscianti e sanno arricchire l'intero ascolto. Un disco che nel genere è sicuramente un must. Voto 7



INDIAN SUMMER "Indian Summer" (Neon-1971)
Ecco uno di quei dischi degli anni '70 sconosciuto, ma che ha molte cose da dire. Classica formazione a quattro con Bob Jackson (voce e tastiere), Malcolm Harker (Basso e voce), Paul Hooper (batteria) e Colin Williams (Chitarra e voce) a proporre un Rock a tratti leggermente Dark con molte tastiere ed ottimi e lunghi assolo di chitarra. Questi inglesi purtroppo non faranno altri dischi, ma questo "Indian Summer" è un disco da spillare, da gustare poco a poco, da veri intenditori e oggi ringraziamo la preziosa casa discografica Akarma per averne rispolverato le note. Delizioso. Voto 7



IZZ "Silver Of A Sun"  (JFK-1999)
Spazio alla fantasia, alla melodia , alla tecnica, all' improvvisazione e perchè no, anche alla commerciabilità, insomma largo agli IZZ. Fantasia alla Spock's Beard, con qualche attenzione in più per la sperimentazione e questo è l'album davvero sorprendente d'esordio. Non a caso anche loro sono americani e propensi a certe sonorità a tratti molto vicine al Pop. Davvero un gran disco! Voto 8



JET LAG "Delusione Ottica" (Lizard-2002)
Indovinate a quale gruppo traggono spunto i nostrani Jat Lag? Ma bravi, proprio la PFM! In questo supporto ottico troviamo tanta buona musica che va a ricondursi appunto al combo di Franz Di Cioccio dei primi anni, ma anche molta farina del proprio sacco. Bei interventi di flauto da parte del cantante Luca Salice, Hammond e sintetizzatori per Saverio Autellitano, ottimi interventi di chitarra da parte di Fabio Itri ed una sezione ritmica da 10 e lode con Marco Meduri al basso e Bruno Crucitti alla batteria. Tutte canzoni da ascoltare con attenzione, ottime idee ed a tratti pelle d'oca! Voto 7,5



LANDMARQ "The Vision Pit" (Roadrunner-1995)
E' sempre un piacere ascoltare un disco dei Landmarq! Classe da vendere per il gruppo di Steve Gee, fratello del bassista dei Pendragon Pete. Ma è il vocalist Damian Wilson a catalizzare l'attenzione dell'ascoltatore. Se servono altre garanzie per l'acquisto del prodotto basta aggiungere che le orchestrazioni sono seguite dall'ogni presente Clive Nolan (Pendragon, Arena, Shadowland...). In "The Vision Pit" si hanno influenze ovviamente ai gruppi succitati, ma anche a momenti Metal Progressive. Le canzoni sono molto orecchiabili, i romantici sono avvisati. Voto 6,5



MANGALA VALLIS "Lycantrope" (Ma Ra Cash-2005)
Bernardo Lanzetti, ex Acqua Fragile e PFM ritorna a deliziarci con la sua voce di memoria Gabrielliana in questo superbo lavoro dei reggiani Mangala Vallis. Il disco è da ascoltare tutto di un fiato, ovviamente i richiami ai Genesis sono notevoli, ma anche King Crimson, VDGG, Pink Floyd e tanta personalità. A tratti mi ricordano i migliori Spock's Beard di Neal Morse. Disco per chi ama le suite e tutto quello che ci hanno regalato i tempi che furono. Voto 8



MoSaic  "Miniatures"  (Vinyl Magic-1995)   
Questo è il progetto di Beppe Crovella (ex Arti + Mestieri) coadiuvato dal suo amico di viaggio Furio Chirico (sempre Arti + Mestieri). Ci tengo a recensire questo CD perché nel 1995 non ha avuto la giusta attenzione, non tanto quanto in effetti ne meriti. Ovviamente siamo al cospetto di sonorità molto anni '70, con inevitabili accostamenti ai Genesis, ma questo è il genere. Sembra di ascoltare una colonna sonora di un film tale è la bravura di Beppe nel descrivere le arie sonore. I pezzi sono quaranta, miniature appunto, ma nell'insieme fanno un viaggio unico e magico. Bello! Voto 7,5  



MOSTLY AUTUMN "Storms Over Still Water" (Classic Rock-2005)
Questa fatica del gruppo svedese amante dei Pink Floyd è un prodotto ben confezionato, suddiviso in due capitoli, uno visivo (il DVD) ed uno sonoro (il Cd). Il DVD è gradevole, con  promo e tanto di concerto al London Mean Fiddler. Le noti dolenti sono sul cd, le nuove canzoni del gruppo non sono altro che un sunto di quanto sino ad ora ci hanno propinato. La noia a volte ci coglie, i passaggi chitarristici d'atmosfera sono sempre di meno, che siano finite le idee? Spero di sbagliarmi, ma questo è sicuramente un campanello d'allarme. Voto 5,5



NEKTAR "A Tab In The Ocean" (Bacillus-1972)
Se non sbaglio questo è il secondo disco per questa band inglese. Stiamo parlando di un vecchio disco che secondo me deve essere rispolverato, specialmente per la sua lunga suite "A Tab In The Ocean".  Musica deliziosa, per palati fini, consigliata vivamente a tutti coloro che  vivono di Genesis e di yes periodo "Close To The Edge". Voto 7,5

Nessun commento:

Posta un commento