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lunedì 31 gennaio 2011

Fabio Zuffanti scrive a Repubblica

FABIO ZUFFANTI, uno dei migliori artisti in ambito Progressive Rock italiano odierno, scrive alla testata Repubblica per lamentarsi del monopolio musicale delle major e non solo. Ecco a voi la lettera integrale:

Gentili Signori di RepubblicaNews,
Mi chiamo Fabio Zuffanti, sono un musicista genovese che da più di 15 anni lavora nell''ambito del progressive rock. Sono diventato con gli anni una figura di spicco nel panorama internazionale della musica prog e sono molto conosciuto all''estero (specie in Usa, Messico, Francia, Spagna, Portogallo).
I miei dischi si muovono in un mercato di nicchia che permette loro di vendere discretamente e di farmi realizzare diversi tour nei luoghi sopra citati.
A parte i lavori nell''ambito del prog ho realizzato dischi di musica elettronica, sperimentale, pop, folk e colonne sonore di vario genere.
Questa è la mia bio su Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Fabio_Zuffanti
Purtroppo in Italia non mi conosce quasi nessuno.
Scrivo questa lettera perché sono indignato con un certo modo di vedere la musica in questo paese. Nulla che riguardi la famosa crisi economica bensì un atteggiamento chiuso e fascista, favorevole solo ad un certa ''casta'' di personaggi.
Ecco la mia lettera:
L''altro giorno ero al supermercato e tra zucchine, caffè e cioccolata sento in sottofondo della musica. Musica proveniente da una radio. Bene, sono stato mezz''ora in tal luogo e in mezz''ora ho fatto in tempo a sentire tre canzoni di Elisa. Cosa c''è di strano? qualcuno si chiederà. Nulla, assolutamente, se non il fatto che non si stava ascoltando un cd completo di Elisa bensì la radio. E in tal radio (o diverse radio, forse hanno fatto in tempo a cambiare stazione) Elisa merita non una, bensì tre canzoni nell''arco di trenta minuti.
Faccio poi spesso un esperimento; guidando provo ad accendere la radio. Che succede? Succede che in qualunque giorno e ora mi sintonizzi se faccio un giro tra i canali trovo INEVITABILMENTE:

Un pezzo di Ligabue
Un pezzo di Vasco
Un pezzo di Ramazzoti
Un pezzo di Jovanotti
Un pezzo di Zucchero
Un pezzo di Laura Pausini

+ a ruota pezzi dei vari concorrenti di Amici e/o X-Factor.

I supermercati invece prediligono Elisa, come detto, visto che cose analoghe a quanto sopra descritto mi sono capitate diverse volte, anche in vari centri commerciali.
I soliti benpensanti continueranno a ripetere ''E allora? Quelli citati sono gli artisti musicali più famosi in Italia e meritano uno spazio particolare all''interno della programmazione radiofonica!'' Giusto! Ma è giusto che tempo e promozione vadano SOLO a beneficio di questi? E'' giusto che se io voglio ascoltare la radio debba ritrovare SOLO canzoni sentite e strasentite di questi signori?
E infine, è giusto che i ''direttori artistici'' (lo metto tra virgolette perché di artistico in radio non c''è molto) delle più importanti stazioni in Italia IMPONGANO solo musica dei suddetti signori? Non vi sembra un ciccinino fascista?

Perché parliamoci chiaro, io sono un appassionato di musica a livello maniacale, leggo riviste, cerco su internet, mi informo. E quando mi piace qualcosa la compro e faccio di tutto per scoprire cose nuove e territori musicalmente inesplorati. Ma nella persona ''normale''? Colui che magari prende la macchina ogni giorno per andare al lavoro e accende la radio oppure è in altre faccende affaccendato e mette la musica in sottofondo. Cosa provoca il fatto di sorbirsi un panorama così ristretto musicalmente e culturalmente? Null''altro che l''appiattimento, la non curiosità, il
livellamento verso il basso della sua cultura e curiosità personale.

C''è poi un altro discorso; chi come me fa musica da anni si vede puntualmente negato uno spazio, radiofonico e televisivo, perché fa musica ''non radiofonica, non televisiva''. Anche qui: qualcuno mi spiegherebbe con parole semplici ma convincenti chi ha deciso cosa è radiofonico e cosa è televisivo? Perché TUTTI danno per scontate queste ''regole'' come se le avesse scritte il Padre Eterno su lastre di pietra e nessuno fa nulla per cambiare?
Io faccio musica da 15 anni, i miei dischi sono (per forza di cose) di nicchia ma nella loro nicchia vendono, ho fatto concerti in tutto il mondo e (soprav)vivo facendo musica. Perché a me deve essere negato il piacere di fare conoscere il mio lavoro nel paese nel quale sono nato e vivo? Perché non è radiofonica? Perché non è televisiva? Si ma in base a cosa????
Qualcuno me lo può spiegare?
No! nessuno ha la spiegazione. E'' così. Punto!

Tutto questo mi ricorda tanto il periodo politico che l''Italia vive da 17 anni a questa parte. Personaggi che sono inchiodati alle poltrone e che non se ne vanno nemmeno a cannonate. Con la musica è lo stesso. I Vasco, gli Eros, sono lo specchio musicale dei nostri politici. Vecchi, senza senso, noiosi ma sempre al top, sempre nelle orecchie di tutti grazie ai soldoni che le loro case discografiche sborsano per farli passare costantemente in radio e tv e fargli guadagnare barcate di soldi di SIAE. Però se si parla di musica nessuno si sconvolge che le cose stiano così. Anzi, sembra un sacrilegio parlar male di questi ''mostri sacri''. Ma in realtà chi sono? Cosa hanno fatto di così importante? Elisa sta cambiando la storia della musica italiana? No, è solo un''artista che fa musica piacevole. Ma anche io faccio musica piacevole. Perché allora non posso avere la possibilità di misurarmi sullo stesso piano di Elisa? Poi se vince lei perché è una bella ragazza e le sue canzoni sono più orecchiabili ok, ma almeno avremo avuto modo di lottare sullo stesso ring per difendere le nostre creazioni. Invece abbiamo lei, e quelli come lei, da soli in una reggia intoccabile e noialtri poveri scemi nel ghetto. A vita!
Questo anche perché le case discografiche con le quali incido i miei dischi non ci provano nemmeno più a fare promozione in Italia. E ti credo! Tanto si sa che le strade sono sbarrate. E lo sono, senza possibilità di appello. E quanti giovani e non giovani in Italia meriterebbero spazio; I Giardini Di Mirò, il Teatro degli orrori, Alessandro Grazian, I Mariposa e tantissimi altri. Quanta gente che si sbatte, quante etichette. Un sacco di cose culturalmente di alto livello e che all''estero ci invidiano buttate nel cesso. Perché niente deve cambiare. Nulla! Ci devono essere solo loro, la casta musicale.
Racconto un''altro aneddoto: Settimane fa guardavo in tv Anna Tatangelo alla quale, durante un''intervista con Daria Bignardi, veniva chiesto cosa pensava di Elio ad X-Factor. Lei rispondeva che era simpatico ma che lui e i suoi ragazzi in gara volevano fare troppo gli strani, specialmente Nevruz che aveva avuto l''ardire di presentare un pezzo degli Area in prima serata.
Tatangelo diceva che il pubblico serale della tv NON VUOLE certe cose e che Elio & co. si dovevano ricordare del target di pubblico che li guardava e proporre pezzi meno impegnativi.

Certo cara Anna! Facciamo fare loro sempre le solite quattro canzoni trite e ritrite così tu sei tranquilla!
Io ho una teoria: Tatangelo nel momento in cui Nevruz ha fatto gli Area era colta dal terrore. In primis perché gli Area non sa manco chi siano e poi perché si è domandata nel panico: ''Cosa succederebbe se la gente che guarda, il famoso pubblico televisivo al quale più di tanto non si può dare, perché ''non capisce'', improvvisamente capisse? Improvvisamente volesse altri pezzi degli Area? Improvvisamente dimostrasse di non essere così ignorante come me
e quelli come me credono e fanno di tutto per far credere?''

Lascio questa domanda di Anna in sospeso e dico solo due ultime cose per finalizzare il mio discorso.

1. La gente, il pubblico, la massa, non è così scema. Se pensiamo che tutti siano scemi allora sarebbe come dire che l''Italia è al 100% con Berlusconi. Ma così non è, se Dio vuole. C''è una parte di Italia che capisce, che sa cos''è la cultura, che ama il cinema, il teatro, la letteratura e capirebbe anche la musica se qualcuno avesse l''accortezza di fargliela ascoltare anche in radio e in tv. E ascoltare musica artisticamente di valore non solo fa bene alle orecchie e al cuore ma fa crescere il senso critico, fa intravedere cos''è l''arte. In poche parole ci eleva e ci fa fare delle scelte.
Scelte che gente come Tatangelo e Berlusconi preferisce non avvengano perché sennò loro sarebbero i primi ad andare alla gogna.

2. Lasciamo pure i Vaschi e Ligabue dove sono, ci mancherebbe. Ma invece di dar loro il 100% dello spazio diamogliene il 60 e per il resto proviamo a fare ascoltare dell''altro alla gente. Musicisti come me potrebbero fare
conoscere il loro lavoro, sarebbe più equo e giusto, ci sarebbe più democrazia.

Non stupiamoci per le ineguaglianze che ci sono nel mondo se poi non vogliamo altro che ascoltare la solita pappa pronta.

Grazie
Fabio Zuffanti


(Per gentile concessione di Fabio Zuffanti)

11 commenti:

  1. E qui, a mio modo di intendere ci sarebbe molto da commentare. Chi mi segue sa che con il sottoscritto e questo argomento si sfonda una porta aperta. Ma quando è un artista (e che artista)a sottolineare certe cose, il tutto prende connotazioni differenti. La politica relega l'arte ad un posto di serie B come se l'economia non potesse girare anche intorno ad essa. Ma siamo alle solite, per colpa di pochi ci vanno di mezzo tutti, ossia, il controllo delle masse è presto fatto (da pochi) e la gente prende quello che vede (Tutti). Come faccio io a sapere che esiste LA MASCHERA DI CERA se la band non ha spazio mediatico? E' vero, direte voi, ma c'è anche YOU TUBE, MYSPACE, FACEBOOCK.... Non vuol dire nulla, anche Vasco si trova in quei social network, per cui il discorso è azzerato.
    C'è monopolio, c'è sempre stato e sempre ci sarà e la gente abituata ad ascoltare X Factor e compagnia bella non si abituerà mai ad ascoltare un brano Prog....troppo da pensare, complicato e oggi pensare sembra essere una pecca della società. Serve, per una società che corre e sempre più frenetica, una musica mordi e fuggi, per questo anche il Prog non ha presa nella gente. Ma altresì è vero che se i media si interessassero di più a questo genere, sicuramente l'arte potrebbe tornare a rappresentare meglio il nome che ha e la gente si avvicinerebbe. Poi anche nel Prog ci sono brani orecchiabili, stupende ballate etc. etc.
    Ma io sò che è una battaglia persa. Sono anni ed anni che scrivo e recensisco, per cui so bene che sarà sempre così, ma anche io come Fabio non mi arrenderò mai! Largo agli artisti italiani, quando lo meritano ovviamente, altrimenti bocciatura anche per loro.
    Basta monopòli.....OPEN MIND!!!!

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  2. L'articolo lo conoscevo già e mi rattrista pur non sorprendendomi.Voglio invece sottolineare una frase da te espressa:"oggi pensare sembra una pecca della società".E' proprio vero,siamo in piena epoca di "pensiero unico",qualcuno pensa per tutti gli altri e detta le regole.E' più semplice per gente abituata al "sonno della ragione".Anche io però non mi arrendo,vado avanti per la mia strada,proponendo controcultura,per spingere le persone a pensare,ad avere un proprio punto di vista.A tale scopo ho aperto un gruppo su facebook per stimolare la riflessione.Mi occupo di musica,cinema,arte e tutto ciò che può essere utile.Siamo in pochi lo so,ma NON MI ARRENDO!ciao.Salvatore

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  3. Proprio vero... Oggi purtroppo la musica è relegata in secondo, terzo piano. Ormai si è passati da forma d'arte, espressione di un artista a semplice bene di consumo. Purtroppo le major oggi propongono quello che CREDONO piaccia al pubblico, non lasciano spazio ad artisti che fanno musica più impegnativa, speculando su artisti che da tempo non hanno niente da dire (se l'hanno mai avuto). Vogliono uniformarci, vogliono farci il lavaggio del cervello, vogliono reprimere la diversità di pensiero. Io non ci sto. Per fortuna esiste internet, che ci permette di conoscere, esplorare, farci una cultura e sviluppare un pensiero proprio.

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  4. Bravo Lorenzo, la penso come te e Salvatore. Ricordo negli anni '70, '80 e 90 ci si lamentava ugualmente della stessa cosa, ma oggi abbiamo INTERNET in più, per cui sta anche a noi diffondere la buona musica. Ogni mezzo è valido, da Faceboock ai Blog. Io nel mio tempo libero e in quello che scrivo, cerco modestamente di farlo e quando leggo commenti come i vostri, sono convinto che alla fine non siamo neppure pochi. L'importante è essere se stessi. OPEN MIND!!! Grazie Lorenzo

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  5. Nulla da recriminare sull'accorata e condivisibile esposizione della lettera, tutti gli artisti emergenti italiani soffrono dello stesso misero trattamento... ma usare un termine come 'fascista' accostandolo alla situazione richiederebbe quantomeno un po' di cautela, se non una spiegazione... altrimenti si rischia di cadere nei soliti sgradevoli luoghi comuni, che peraltro non troverebbero conferma nell'abbondante presenza di personaggi di tutt'altro schieramento nei palinsesti radiofonici.
    Ciao

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  6. Qui giustamente dovrebbe risponderti il diretto interessato. Tuttavia Fabio ha aperto su Facebook un gruppo al riguardo con il quale puoi interloquire. Il gruppo si chiama LA CASTA MUSICALE e l'indirizzo, se funziona, è questo:

    http://www.facebook.com/update_security_info.php?wizard=1#!/pages/La-Casta-Musicale/108414715900851

    Grazie Fabio per il commento e spero di esserti stato di aiuto

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  7. ciao
    è davvero triste pensare che fine abbia fatto la libertà di fare musica senza condizionamento di nessun genere,purtroppo per farla conoscere bisogna passare dalla radio o dalla televisione e qui è assai arduo!!!!!!
    bisognerebbe secondo me che lo stato anzichè dare dei contributi per cambiare il frigo o la lavastoviglie destinasse dei fondi magari a chi vuole aprire una radio libera ma libera davvero da tutto dove il musicista sia libero di presentare i suoi demo senza doversi sentire dire che non sono adatti al momento.
    mi auguro che ciò avvenga presto perchè la musica quella vera non è di certo una moda!!!!!!
    claudio pesci

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  8. Caro Claudio, di soluzioni ce ne sarebbero differenti, la verità è che se lo stato vuole qualcosa, lo ottiene. Le cose basta volerle e farle. Ma se l'introito non è per loro, allora non se ne fa nulla. Nessuno ti regala niente, cioè nessuno fa qualcosa per gli altri, a meno che abbia un personale resoconto. Inutile nascondersi dietro un dito, la società di oggi è squallidamente questa, praticamente va a cozzare con la libertà dell'artista, il quale trova difficoltà ad emergere, a meno che non va ad impelagarsi con qualche compromesso... Per fortuna oggi c'è internet che un poco può aiutare, cioè si può essere produttori di se stessi grazie a comunity etc. Poi c'è l'argomento musica NON popolare, quella che va ASCOLTATA, non sentita, ma qui in questa società mordi e fuggi è gia una battaglia persa. Non a caso nel sondaggio della settimana scorsa ho chiesto se il Progressive Rock è morto. Via, siamo ottimisti e supportiamo gli artisti veri, quelli che ci fanno pensare oltre che emozionare, poi gli altri se non lo capiscono....mi dispiace per loro, io intanto godo! Ciao Claudio e grazie del tuo parere. ;-)

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  9. Come è triste pensare che la musica che è una forma d'arte sia oramai un monopolio delle etichette, purtroppo la stessa musica è come la scelta dei partiti, ce ne lamentiamo sempre ma sono sempre li, ecco il vero problema è la mancanza di educazione all'ascolto. funzionano i target perchè purtroppo anche i midia sono mezzi che per persuazione occulta inducono a scelte poco edificanti. Le canzoni e le produzioni di oggi fanno pena, eccezzioni sono rare. La fuga di cervelli non è solo quella degli scienziati o dei geni, ma anche di gente che ama l'arte. Fabio Zuffanti fa bene a lamentarsi, ma forse servirà a poco. Io una cosa la faccio, promuovo a tutte le persone quella che è la vera musica, compreso la classica, perchè alla fine è da li che nasce tutto. ciao a tutti!

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  10. Ciao Carmine. Io credo che la buona musica, quella che tenta di dire qualcosa in più e di differente, non morirà mai. Hai ragione nel sottolineare il fatto che i Media distruggono l'arte promuovendo pacchetti scadenti, preconfezionati e soprattutto FALSI, però chi ama la musca e la vive, c'è sempre. Mentre negli anni '70 se avevi qualcosa da dire dovevi affittare la sala d'incisione, la spesa del vinile, il produttore..... quindi era una spesa, oggi invece con un pc ed un buon programma ed un Myspace che mi fa da produttore, a spesa zero sono capace pure io di fare un disco. Con questo cosa voglio dire? Semplice, mentre nel 1970 uscivano 1000 dischi al mese, oggi ne escono,1.000.000 !!! Ma attenzione, il genio c'è sempre e sempre ci sarà, soltanto che oggi è sotterrato da migliaia e migliaia di immondizie sonore. Il Rock si è sempre evoluto e sempre lo farà, siamo noi che spesso non accettiamo il mutamento. Io amo il Prog proprio perchè mi piace essere sorpreso. Trovo cose buone anche oggi, come ad esempio nei lavori di Steven Wilson (Porcopine Tree, No Man, Blackfield...etc) ma anche nel prog classico. Lo stesso Zuffanti ed i suoi progetti mi affascinano molto. Insomma viva la buona musica, sta a noi cercarla. Fortuna che ci aiuta anche internet... ;-) ciao (MAX)

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  11. cosi é in tutto il mondo, non solo in Italia

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