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sabato 26 gennaio 2013

Roger Hodgson

ROGER HODGSON - In the Eye of the Storm
PGP - RTB
Distribuzione italiana: si
Genere: Prog
Support: Lp - 1985




Charles Roger Pomfret Hodgson è inglese ed è stato per il periodo migliore della band, il cantante dei Supertramp. Assieme a Rick Davies ha suggellato alcune delle pagine più belle della storia del Rock, da “Crime Of The Century” a quel mastodontico capolavoro dal titolo “Breakfast In America” e Roger è la voce più alta. Ma come tutte le belle storie, durano poco, la scissione avviene nel 1983 dopo il buon “ …Famous Last Words”, titolo emblematico. Non si può certo dire che l’artista sia molto prolifico, infatti sino ad oggi 2010, ha edito solo quattro album da studio, più qualche live. “In The Eye Of The Storm” è il primo ed esce nel 1985.
Non vi nascondo il piacere che ho provato all’ascolto, in quanto questo è l’album che invece ti aspetti dai Supertramp. La vena nostalgica, romantica e a volte struggente di Roger fuoriesce da quasi tutti i brani, ma anche qualcosa di giocoso e cantilenante, come la famosa “In Jeopardy” od “Hooked On A Problem”. Ovviamente la ritmica del suo piano è la linea portante delle canzoni, lo stile inconfondibile è ancora una volta suggellato in queste registrazioni, vero e proprio marchio di fabbrica anche dei Supertramp. Suona tutti gli strumenti, anche la chitarra elettrica e certi assolo non si dimenticano facilmente, perché sono tirati e sostenuti, come piacciono al Prog Fans e anche a tutti gli estimatori dei Pink Floyd. Apre “Had A Dream”, un pezzo potente con il refrain che ti accalappia dal primo all’ultimo istante, con la voce in grande spolvero, specie se vista dal lato interpretativo. In pratica una mini suite di quasi nove minuti con inevitabili cambi di ritmo e crescendo. Uno dei miei brani preferiti è lo struggente “Lovers In The Wind”, sicuramente uno dei più belli di tutta la sua intera carriera e chi ama i Supertramp mi ha capito bene. Ci sono anche momenti energici, come la ritmata “Give Me Love, Give Me Life”, ma il meglio arriva nel finale, altro brano di quasi nove minuti ed un altro crescendo che non sfigurerebbe affatto accanto al mitico “Crime Of The Century”, la grandiosa “Only Because Of You”. Questa è la classica canzone che ascolteresti all’infinito senza mai stancarti ed io, credetemi, lo faccio spesso.
Non poteva essere altrimenti questo “In The Eye Of The Storm”, sicuramente meglio di molti altri album a seguire della band madre stessa. Riscoprite questo artista, un Hippie moderno, senza tempo e aggiungo che fare un disco Prog straordinario nel bel mezzo degli anni ’80 , a mio modo di vedere ha del miracoloso! MS


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