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lunedì 7 gennaio 2013

ID GUINNESS - Cure For The Common Crush
Rapid Transformation

Distribuzione italiana: no
Genere: Prog
Support: CD - 2007




Id Guinness è un artista canadese e mi piace definirlo un cantautore del Progressive Rock. E’ artefice di differenti collaborazioni con altri musicisti fra cui menzioniamo i The Wyrd Sisters.
Con una cover d’ effetto, molto artistica, ID si presenta a noi con un disco fresco e delicato, proprio come il disegno che lo rappresenta. Una musica apparentemente commerciale, in effetti molto orecchiabile, come l’iniziale “Rising River”, ma dalle inattese sfumature che ci raccontano fasti dei tempi che furono. Id si avvale di numerosi musicisti per questo viaggio sonoro, da Curtis De Bray alla chitarra, Pat Steward alla batteria, Lesile Harris ai cori e tantissimi altri.
Ci sono Programming di suoni computerizzati che non invadono l’ascolto, ma che lo rendono a tratti più moderno e comunque ben inseriti nel contesto. Chi ama il Progressive Rock classico gia avrà storto il naso, ma questo è solo un fatto sporadico , non presente in tutto il cd. “The One That Got Away” si presenta con un riff di violino alla “Eleanor Rigby” dei Beatles, band sicuramente ascoltata dal nostro artista. Delicata e di classe, si sostiene soprattutto nel momento centrale con un assolo di chitarra davvero bello come i Pink Floyd ci insegnano.
“Jade Garden” è meno elettrica e la voce di Id ci narra una storia più intimistica, un suono tenue quasi color pastello che si alterna ad un ritornello in stile AOR. Non si passa per labirinti sonori, si bada al sodo, colpendo immediatamente l’attenzione di chi ascolta. Questo in verità è tutto il live motiv del disco, altro esempio del genere è “ I Have Seen The Future”, nuovamente si vanno a toccare le corde dei sentimenti. Una musica che a volte può avere un parallelismo con quella di un altro cantautore del Prog, Phideaux, vincitore tra l’altro nei Progawards come migliore artista straniero del 2007. Altro riferimento, se vogliamo dare altri paletti di confine, lo vedo in Guy Manning, ma quello meno articolato e più diretto.
Infatti se andiamo ad ascoltare “Down To This” sembra proprio il sunto di quanto citato sino ad ora. Ancora suoni programmati e moderni in “Cure For The Common Crush”, e sempre note delicate, come in tutto il proseguo dell’ascolto.
“Cure For The Common Crush” non è dunque un disco che si ricorderà negli annali come un capolavoro del genere, piuttosto come un disco ben presentato, ben eseguito e dalle bellissime melodie che, sono sicuro, piaceranno a molti di voi. Non lasciatevi spaventare dal fatto che è un cantautore del Prog, perché spesso e volentieri le cose più belle si trovano nella semplicità. La vita ce lo insegna e Id Guinness ce lo riporta in musica. MS


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